PALERMO – Rischiavano una condanna a 16 anni carcere per tentato omicidio, il Tribunale li ha assolti per non avere commesso il fatto. Decisiva una perizia fonica. Sotto processo c’erano Antonio e Rosario Casamento, di 54 e 23 anni, accusati di avere provato ad uccidere l’ex fidanzato di una parente per questioni d’onore legate ad una gravidanza indesiderata.
La gravidanza indesiderata
L’ipotesi era che fossero stati loro a raggiungere a Villabate l’abitazione del giovane che aveva una relazione con la parente e l’aveva lasciata dopo che era rimasta incinta.
Il padre del giovane ex fidanzato, affacciato in balcone, era stato insultato e minacciato. Poi i colpi di arma da fuoco, almeno sei, che per fortuna non erano andati a segno. I carabinieri scoprirono la storia della relazione e della gravidanza indesiderata.
I Casamento avrebbero preteso che i due giovani si sposassero per tutelare l’onorabilità della ragazza. Solo il matrimonio e il riconoscimento del bambino potevano mettere a posto le cose.
Il giallo del messaggio audio
Ne era venuta fuori una guerra fra famiglie. Secondo gli avvocati della difesa, Giovanni Castronovo e Domenico Cacocciola, non ci sarebbe stata la prova che a sparare fossero stati i due imputati. La quarta sezione del Tribunale presieduta da Bruno Fasciana aveva disposto una perizia fonica su un file registrato da un residente del condomino dove avvenne la sparatoria. Stava inviando un messaggio audio ad un amico e registrò anche la voce di Rosario Casamento. Così sosteneva l’accusa.
Il perito Marco Zonaro ha confermato le conclusioni del tecnico incaricato dalla difesa, Marco Perino: è impossibile operare un raffronto fonico tra la voce dell’imputato e quella registrata nell’audio Whatsapp, visto che il dialogo aveva una durata di due secondi e mezzo.
Dopo il verdetto di giovedì 23 aprile Rosario Casamento è stato scarcerato. Era detenuto da novembre 2024, dal giorno delle tensioni per la gravidanza indesiderata. Resta aperto l’interrogativo: chi fece fuoco?

