Guerra in Iran, l'Italia ha negato agli Usa l'uso della base di Sigonella

Guerra in Iran, l’Italia ha negato agli Usa l’uso della base di Sigonella

Sigonella
Palazzo Chigi: rispettiamo gli accordi, richieste per le basi esaminate caso per caso
MEDIO ORIENTE
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ROMA – L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. L’episodio sarebbe avvenuto venerdì 27 marzo.

Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente.

Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.

La richiesta Usa, poi negata dall’Italia, per l’utilizzo della base di Sigonella riguardava alcuni giorni fa l’atterraggio di bombardieri. Lo apprende l’Ansa che cita fonti informate. Non essendo previsto dai trattati, il ministro della Difesa Crosetto ha negato l’autorizzazione per l’atterraggio del velivolo. Come era stato già preannunciato, per quel tipo di autorizzazione dovrebbe passare per il Parlamento, quindi servono tempistiche diverse.

Palazzo Chigi: rispettiamo gli accordi, richieste per le basi esaminate caso per caso

“In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere -afferma una nota di Palazzo Chigi -. “La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.

La crisi del 1985 “sanata” da un vertice Craxi-Reagan

La decisione dell’Italia di negare l’utilizzo agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella nell’ambito delle operazioni militari contro l’Iran avviene a 41 anni di distanza dalla “crisi” del 1985 che portò ad una grave impasse diplomatica tra gli Stati Uniti, all’epoca guidati da Ronald Regan e l’Italia con il presidente del Consiglio, Bettino Craxi.

La vicenda ebbe inizio il 10 ottobre del 1985: caccia statunitensi costrinsero ad atterrare nella base militare vicina a Catania, l’aereo egiziano che trasportava i quattro palestinesi che avevano sequestrato la nave da crociera italiana Achille Lauro, il dirigente dell’Olp Mohammed Abu Abbas e un suo aiutante.

Sulla pista della base un commando di marines circondò con le armi spianate l’aereo. Craxi venne informato su quanto stava accadendo e diede ordine di impedire la cattura dei terroristi. I carabinieri si schierano intorno al velivolo fronteggiando, di fatto, i marines. I soldati statunitensi dopo istanti di altissima tensione decisero di non proseguire nell’azione. Tutto ciò provoco un ‘terremoto’ diplomatico. La situazione tornò alla normalità solo 12 giorni dopo con un incontro a New York tra Craxi e Reagan.

Lupi (Noi moderati): l’Italia non è in guerra, bene così

“Condividiamo la decisione del governo che, nel pieno rispetto dei trattati internazionali, ha negato l’uso della base di Sigonella a bombardieri statunitensi in missione operativa. L’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci ed è giusto che ogni decisione in deroga ai trattati vigenti debba essere approvata dal Parlamento”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

Vannacci (Futuro Nazionale): il governo ha fatto bene

“Io credo che questo governo abbia continuato a concedere l’utilizzo delle basi sulla base dei trattati firmati sino ad oggi. Se ha preso una decisione del genere vuol dire che evidentemente tale richiesta usciva da quell’impianto dei trattati autorizzati sino ad oggi. Quindi se lo ha fatto perché queste erano le condizioni, secondo me ha fatto bene”. Così il presidente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, rispondendo a una domanda sul fatto che l’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella, a margine di una conferenza stampa a Roma.

Barbagallo (Pd): su Sigonella il governo riferisca al Parlamento

“Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore e delle dichiarazioni rese dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è necessario e urgente che il Governo riferisca con chiarezza in Parlamento su quanto sta realmente accadendo – dichiara Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e deputato dem -. Già in data 25 marzo avevamo formalmente richiesto un’informativa, evidenziando come, nella settimana precedente, si fossero verificate operazioni che lasciavano intendere un diretto coinvolgimento del nostro Paese in attività non riconducibili a mere funzioni logistiche o di supporto”.

“A quanto apprendiamo oggi – continua Barbagallo -, anche grazie alle informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, vi sarebbe stato un tentativo da parte degli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella per operazioni a carattere offensivo, senza preventiva autorizzazione italiana. La decisione del ministro Crosetto di negare l’atterraggio rappresenta un fatto rilevante e corretto che conferma la fondatezza delle preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi. Tuttavia, resta un quadro estremamente opaco e preoccupante, anche alla luce delle notizie relative all’utilizzo della base di Sigonella per attività di intelligence e supporto operativo in scenari di conflitto internazionale”.

“La Sicilia è da sempre – conclude – luogo di incontro e mediazione tra i popoli del Mediterraneo, per questo siamo impegnati e torneremo a Sigonella per una grande mobilitazione alle forze sociali e sindacali a presidio e difesa della pace”.

Di Paola (M5s): governo costretto dalla pressione popolare

“Il governo italiano, è stato costretto dalla pressione popolare a negare l’utilizzo della base di Sigonella per operazioni militari e logistiche che riguardano la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La Sicilia non vuole e non può dare alcun contributo a qualsiasi guerra e il Movimento 5 stelle continuerà a sottolinearlo a tutti i livelli istituzionali. La Sicilia e’ terra di pace e tale deve rimanere – dice il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola -. Appena due settimane fa denunciavamo la totale in azione del governo regionale sulle scorribande dei militari americani che, con i loro elicotteri, sorvolavano e atterravano sulle Madonie. Non possiamo permettere che i siciliani vengano messi a rischio per logiche di sudditanza del nostro Paese verso altri Paesi”.

Maiorino e Lomuti (M5s): Crosetto riferisca in Aula

“Noi di M5s siamo stati i primi a denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane. Poi c’è stata una smentita ufficiale dell’Aeronautica militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato – dicono i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti -. Su questo chiediamo quindi ulteriori chiarimenti alla Difesa e soprattutto chiediamo a Crosetto di spiegare esattamente cos’è accaduto venerdì notte, se veramente non c’è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattava”.

“Se fosse confermato che gli Usa non hanno fatto richiesta di autorizzazione all’Italia per il transito a Sigonella di velivoli Usa in missione di guerra in Iran – spiegano i capigruppo M5s – sarebbe molto grave. Sarebbe la dimostrazione che gli Stati Uniti di Trump ritengono di poter usare le basi italiane come vogliono, oltre i limiti imposti dagli stessi accordi bilaterali, contando sull’acquiescenza della sua amica Meloni. Doveroso lo stop di Crosetto”.    

I parlamentari ricordano inoltre di aver denunciato in passato “il transito di cacciabombardieri F-15 in assetto tattico, cioè da combattimento. Non si sa diretti dove, visto che le loro tracce radar si fermano a poca distanza dalla base siciliana. Quest’ultima evidenza – registrata da log e tracciati radar riportati sui siti di monitoraggio del traffico aereo – l’abbiamo portata anche in Aula con un’interpellanza urgente alla Difesa proprio venerdì, poche ore prima dello stop deciso da Crosetto. In quell’occasione la sottosegretaria Rauti aveva definito ‘fantasie’ le nostre denunce sulla base di una smentita ufficiale dell’Aeronautica Militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato”.


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