I manager non si insediano ancora | “In Sicilia, sanità paralizzata”

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09 Aprile 2019, 18:56

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PALERMO – Le nomine dei manager non sono ancora efficaci e così la riorganizzazione della sanità siciliana non può ancora partire. Nel frattempo le aziende sanitarie vivono quella che per il sindacato dei medici Cimo, “una paralisi gestionale che è sotto gli occhi di tutti”.

Dopo che lo scorso 13 marzo la giunta regionale ha approvato lo schema di contratto di lavoro per i dirigenti generali delle aziende sanitarie sono passati oltre 15 giorni per l’emanazione del decreto del presidente della Regione con il quale si è concluso il procedimento di nomina dei super dirigenti della sanità siciliana. Ma da Piazza Ziino, l’assessorato fa sapere che già domani le notifiche dovrebbero partire.

Il provvedimento, però, non è ancora esecutivo. I provvedimenti di nomina del presidente della Regione infatti danno mandato all’assessorato alla Salute. Così il sindacato dei medici lancia l’appello al governo regionale affinché le nomine dei manager “vengano rapidamente ratificate con la sottoscrizione dei relativi contratti e che – queste sono le parole della nota del Cimo – gli stessi direttori generali possano procedere alle nomine dei direttori sanitari ed amministrativi nel segno di una discontinuità con le passate gestioni”.

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Per il Cimo, il fatto che le nomine non siano ancora esecutive comporterebbe una paralisi che si protrae da sedici mesi. “Ad oggi – dicono i sindacalisti – permane ancora lo stato di commissariamento con tutte le conseguenze del caso. Infatti nelle aziende sanitarie manca la triade di governo con una paralisi gestionale che è sotto gli occhi di tutti e che in talune aziende assume risvolti drammatici in quanto – continua la nota del Cimo – gli attuali commissari sono ancora affiancati da direttori sanitari, talvolta a scavalco con altre aziende, e spesso già corresponsabili dei disastri gestionali passati, che non potevano essere sostituiti proprio a causa della stessa condizione commissariale. In alcune aziende mancano i direttori amministrativi”. Insomma i super dirigenti della sanità non godono di pieni poteri e così non può partire la riforma del governo degli ospedali pubblici siciliani.

Le nomine rese note a dicembre 2018 coinvolgono tutti le aziende sanitarie ad esclusione dei policlinici per i quali la nomina governativa va condivisa con i rettori delle università di Palermo, Catania e Messina. capo dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo è stata nominata Daniela Faraoni mentre nella Asp etnea il direttore sarà Maurizio Lanza. Paolo La Paglia è stato chiamato a guidare l’Asp di Messina e Giorgio Santonocito quella di Agrigento. I manager dell’Asp di Caltanissetta ed Enna sono rispettivamente Alessandro Caltagirone e Francesco Iudica. Lucio Salvatore Ficarra è designato all’azienda provinciale di Siracusa mentre Angelo Aliquò è il direttore generale dell’azienda di Ragusa; infine, il manager dell’Asp Trapani è Fabio Damiani. Tra le nomine ci sono poi quelle di altre aziende ospedaliere: quella di Roberto Colletti alla guida dell’Arnas Civico di Palermo, quella di Walter Messina al Villa Sofia-Cervello e quella di Salvatore Giuffrida al Cannizzaro di Catania, sempre nel capoluogo etneo Fabrizio De Nicola è designato al Garibaldi, Mario Paino al Papardo di Messina e Vincenzo Barone all’Irccs Bonino Pulejo.

Le nomina dei direttori sanitari e dei direttori amministrativi, potrà arrivare quindi dopo la firma del contratto da parte dei manager. Si tratterà di incarichi di natura fiduciaria, ma i nomi dovranno saltar fuori dall’albo regionale degli idonei. E la partita è già iniziata.

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09 Aprile 2019, 18:56

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