Prestiti e minacce ai debitori:| "La lama gliela infilo nella pancia" - Live Sicilia

Prestiti e minacce ai debitori:| “La lama gliela infilo nella pancia”

Il negozio di alimentari, roccaforte dei due presunti usurai Sportaro ed Oddo

Francesco Sportaro e Giuseppe Oddo, finiti in manette per un giro di usura nella zona di corso Calatafimi, minacciavano telefonicamente chi non riusciva a restituire le somme prestate in nero e gli interessi del dieci per cento mensili. Poi, in base a quanto rivelano le intercettazioni, invitavano i debitori in negozio per passare alle maniere forti.

Operazione antiusura della polizia
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PALERMO – Il mancato incasso dell’assegno mensile da parte del presunto usuraio poteva costare caro a chi aveva contratto un debito con Francesco Sportaro, il titolare 41enne del “Super centro alimentari” di corso Calatafimi finito oggi in manette. L’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere firmata dal gip Claudia Spiga, delinea un quadro generale di minacce che, chi era finito nella trappola dell’usura, avrebbe subito giorno dopo giorno. Una gabbia di pressioni psicologiche che avevano trasformato la richiesta di un piccolo prestito in un incubo.

Grazie alle intercettazioni telefoniche, gli investigatori hanno potuto accertare come Sportaro ed Oddo – il rappresentante di generi alimentari finito in arresto durante la stessa operazione del commissariato Porta Nuova – fossero pronti ad intimidire in ogni modo chi non onorava i propri debiti. Per questo i due sono accusati anche di estorsione. Per recuperare con tanto di interessi del dieci per cento mensili le somme erogate, sarebbero stati disposti a tutto.

E di certo non nascondevano i loro propositi violenti, manifestati telefonicamente alle vittime che venivano puntualmente invitate a recarsi nel supermarket di corso Calatafimi per “parlare faccia a faccia”. Era il giugno del 2012 quando, riferendosi ad uno dei debitori, Sportaro disse ad Oddo:

Ma fallo venire domani di nuovo a Gigetto e gli faccio vedere io, la lama del coltello gliela infilo nella pancia. Domani telo faccio vedere io, te lo giuro sopra i miei figli“.

E “gigetto”, come era stato soprannominato uno dei debitori, si era poi in effetti recato al negozio di alimentari. Un episodio che Sportaro raccontò alla compagna, una donna di origini cubane di 46 anni, Migdalia Ochoa Batle Elkis, denunciata a piede libero, che lui chiamava “Mulat”.

Sportaro: Già questo mi ha seccato
Batle: Che è successo?
Sportaro: Viene da me e mi dice che mi manda tizio l’assegno…ma l’altro dov’è? Ed io gli ho detto digli al tizio che lo sa l’assegno dov’è…e levati di davanti.
Batle: E lui
Sportaro: Ho chiuso il negozio e prima lui gli fa a Oddo, la saluto…io manco gli ho dato confidenza, però io ti saluto…ma vai a buttare il sangue e mene sono andato.
Batle: Ho capito, non ci dare nessun assegno
Sportaro: Non gli ho dato niente
Batle: Tranquillo, non fare abili con lui
Sportaro: Poi ho mandato a chiamare Giuseppe e gli ho detto che qua mi pare che stiamo diventando brunelli…gli ho detto che il discorso sta diventando per i brunelli…

Ma quella di “confidare” i suoi affari alla compagna, sembra fosse un’abitudine quotidiana per Sportaro, che in un’altra occasione rivela alla donna di avere perso la testa e di avere minacciato con un’arma da taglio uno dei suoi debitori, un meccanico di Misilmeri che non riusciva a restituire circa diecimila euro che andavano man mano lievitando: ”

“E niente, sono impazzito…vedi che ho preso il coltello per fargli vedere che mi ha fatto arrivare alle stelle…dai nervi ho dato un colpo di coltello allo scaffale. Sono arrivato, io ho il problema al negozio, gli ho detto, tu sei andato a farti le ferie io invece no, mi sono messo a tua disposizione, io ti ho prestao, ti ho scambiato gli assegni, tu mi hai combinato tutto il danno e mi hai bloccato con le ditte. Ti sei preso il mio problema e non sei stato capace di risolverlo, gli ho detto,tu ora paghi tutto il conto, i hai rotto la m…ti vengo a fare il bordello fino a Misilmeri e ti metto sotto sopra il locale”.


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Commenti

    Senza perdere tempo fatici iccari u sagnuuuu!

    buttare le chiavi? magari.. lo stato protegge soltanto i delinquenti…

    prima di parlare bisognerebbe conoscere il caso ..VERGOGNA!!! E POI RICORDIAMO IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DI NON COLPEVOLEZZA … FINO A SENTENZA DATA

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