Iannitti: “Incontro con Villari” | Santonocito: “Accordo stravolto”

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18 Dicembre 2014, 16:44

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CATANIA . “Chiediamo un incontro con l’assessore Villari”. La richiesta arriva dai militanti di Catania Bene Comune e dalle ausiliarie degli asili nido che, carte del Comune alla mano, rispondono alle dichiarazioni del neo assessore e ribadiscono che il numero ridotto di bambini  è legato a due motivi precisi: “le rette più alte e l’incertezza rispetto al servizio fornito”. Nel giorno della conferenza stampa organizzata dal movimento politico, Villari incassa un’altra smentita forse più dolorosa. “Purtroppo dobbiamo correggere l’assessore al Welfare, Angelo Villari, perché dalle sue dichiarazioni si evince che non conosce bene l’evoluzione della questione. Avevamo altri accordi”. Così il responsabile provinciale della Fesica Confsal, Antonio Santonocito interviene nella querelle che da giorni va avanti a colpi di comunicati stampa. Il sindacalista rincara la dose: “L’impegno pubblico con il precedente assessore Fiorentino Trojano, infatti, ha sempre conteggiato il numero degli asili e non quello dei bambini pertanto si è sempre parlato del mantenimento di undici asili nido comunali con la possibilità di inserirne in bando altri due da finanziare con i fondi Pac. Adesso invece  si stravolge tutto”. Il rischio occupazionale paventato sia da Matteo Iannitti sia da Santonicito si basa su un calcolo abbastanza semplice: dividendo trecentosessanta (numero dei posti per bambini indicati nel bando) per tredici (parametro regionale per il rapporto tra assistenti e bambini) si ottiene un numero più basso “rispetto a quello delle attuali operatrici”. Santonocito aggiunge: “Se però per le puericultrici comunali, in quanto tali, si sta provvedendo a una ridistribuzione in altre collocazioni, per le lavoratrici legate alle cooperative è tutta un’altra storia”. L’intervento del sindacalista arriva qualche ora dopo la fine della conferenza stampa in cui Matteo Iannitti e le lavoratrici avevano reso noto che le sigle sindacali avevano indetto uno stato di agitazione mantenendosi, però, in disparte. La tesi di Iannitti è chiara: “Oggi riducono il servizio a causa della situazione creata da loro stessi”.

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Non manca dunque la domanda, ma l’offerta. L’obiettivo delle lavoratrici è di ottenere un incontro con l’assessore. “Siamo disponibili al dialogo purché si prenda atto della reale situazione in cui versano gli asili nido a Catania”, aggiunge Iannitti che preannuncia l’obiettivo dell’incontro: creare un servizio gratuito per le fasce meno abbienti e con rette basse per chi versa in situazioni meno drammatiche per favorire le donne che lavorano e fare rivivere un servizio sociale per tutta la collettività. Per farlo serve una nuova gara d’appalto e occorre rivedere le rette “troppo poco concorrenziali con il privato”.  Le lavoratrici hanno, inoltre annunciato, che la loro mobilitazione è soltanto all’inizio. Già martedì daranno vita a un sit-in di protesta in centro. In fin dei conti, ricordano, “siamo le stesse persone che ai tempi di Scapagnini hanno dormito in Piazza Duomo: siamo pronte a tutto”. Un primo tentativo i militanti di Cbc e le ausiliarie lo hanno già fatto questa mattina provando invano di incontrare qualcuno nella sede dell’assessorato di riferimento. Nonostante la palese delusione, le lavoratrici non sono intenzionate a mollare la presa. “Abbiamo fatto di tutto per i nostri bambini, ci siamo pure tassate quando non c’erano soldi per la mensa. Andremo avanti”.

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18 Dicembre 2014, 16:44

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