L’attacco di Travaglio a Grasso: | “Finto il dualismo con Schifani”

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19 Marzo 2013, 11:43

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PALERMO – “S’è sempre tenuto a debita distanza dalle indagini più scomode su mafia e politica”. Il vice direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sferra il suo attacco nei confronti dell’ex procuratore nazionale antimafia e neo presidente del Senato, Piero Grasso. “I 5 Stelle che hanno votato Grasso contro Schifani sapevano bene chi è Schifani e hanno votato il meno peggio, cioè Grasso”, scrive Travaglio. Parole al vetriolo quelle usate da Travaglio nei confronti dell’ex procuratore nazionale antimafia. Secondo il giornalista torinese, infatti, il “dualismo Schifani-Grasso era finto” e Schifani è sempre piaciuto al Pd, che “5 anni fa non gli candidò nessuno contro, votò scheda bianca e mandò la Finocchiaro a baciarlo sulla guancia”.

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Travaglio ricorda poi che quando lui stesso raccontò in televisione chi fosse Schifani fu attaccato apertamente da “Finocchiaro, Violante, Gentiloni, il direttore di Rai 3 Ruffini e Repubblica”. Secondo il vice direttore del Fatto, se Schifani era il “pontiere dell’inciucio Pdl-Pd”, Grasso si è sempre tenuto distante “dalle indagini più scomode su mafia e politica, mentre altri pagavano e pagano prezzi indicibili per le loro indagini”. Travaglio non manca poi dal ricordare che quando Grasso giunse alla Procura di Palermo nel 2000 fece archiviare l’indagine che vedeva Schifani indagato per mafia: un gesto che – a detta del numero 2 del Fatto Quotidiano – lo fece diventare il “cocco del Pdl, del Centro e del Pd”. Travaglio spara a zero anche nei confronti dei grillini, affermando che “non avevano la più pallida idea di chi è Grasso, un bel problema” soprattutto per “chi dice di informarsi sul web”.

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19 Marzo 2013, 11:43

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