Il M5s, regolarità amministrativa: a Palermo pochi gli atti esaminati - Live Sicilia

Il M5s, regolarità amministrativa: a Palermo pochi gli atti esaminati

Il segretario generale Liotta: "Numeri viziati dagli effetti della pandemia"
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L’esito del report semestrale sul controllo interno di regolarità amministrativa degli atti, dei provvedimenti e dei procedimenti del Comune di Palermo, ha suscitato dubbi in casa 5 stelle. Il Consigliere Comunale e capogruppo del Movimento, Antonino Randazzo, ha commissionato infatti, subito dopo la pubblicazione del report, uno studio ad esperti, chiedendo di confrontare i dati di Palermo con quelli di altre città – Bologna, Bari e Napoli – simili per numero di abitanti.

Il risultato? Pochi atti esaminati  

Dallo studio emergono differenze evidenti tra Palermo e gli altri comuni presi in esame. Differenze per le quali, il consigliere ha chiesto per iscritto chiarimenti al segretario generale Raimondo Liotta. Nello specifico, rispetto alle altre città, sembrerebbe innanzitutto esiguo il numero dei provvedimenti presi in esame. Bologna nel 2021 ne ha infatti controllati 434. Napoli nei due semestri del 2017 ben 388. Bari nel 2020 più di 160. L’unica a non arrivare in tripla cifra è Palermo. Che ne ha esaminati solo 30 nel primo semestre, sugli 80 previsti per l’anno in corso. “Rimane nella facoltà del segretario generale stabilire un maggior numero di atti da sottoporre a controllo, così da rafforzare anche le forme di prevenzione della corruzione”, scrive per questo Randazzo. 

Inoltre, sempre secondo lo studio, nella “definizione del campione degli atti da sottoporre a controllo”, sarebbe stato necessario riferirsi anche al “settore amministrativo di appartenenza” e non soltanto alle “tipologie” degli atti. Come fatto dalle altre amministrazioni comunali, ma non da Palermo. 

Lo studio evidenzia anche discrasie circa “l’individuazione degli atti” da sottoporre a controllo. Il Comune avrebbe infatti dovuto fare riferimento, nella relazione, alla valutazione di alcuni indicatori che risultano invece esclusi e che sono tuttavia presenti nei report semestrali degli altri comuni. Indicatori come: “ricorsi, reclami, segnalazioni, percentuale di esiti negativi dei controlli a campione e accesso civico”.

Alla luce di ciò, “per rendere il Controllo di regolarità quanto più aderente agli indirizzi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza – scrive il consigliere – si chiede di adottare i suddetti criteri. Affinché, l’attività di controllo svolta possa rappresentare, non un mero adempimento burocratico ma, un’occasione di confronto con la struttura organizzativa, che nel processo di prevenzione del rischio corruttivo, ha la possibilità di rivedere le proprie procedure interne, di interrogarsi su eventuali criticità e di mettere in campo azioni correttive”.

La risposta del segretario generale 

A incidere sul numero complessivo degli atti presi a campione per il controllo, è stata la pandemia. Scrive infatti il segretario che “per effetto del propagarsi dell’epidemia da Covid-19, negli anni 2020, 2021 e 2022, anche l’attività del Nucleo Intere aree – costituito dal Segretario generale pro tempore nel 2013 – ha dovuto tenere conto delle eccezionali misure precauzionali restrittive approntate dal Governo nazionale per contrastare la diffusione del fenomeno pandemico. Fra le quali l’obbligo di distanziamento spaziale delle postazioni lavorative ed il conseguente avvio dello svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile”.

“Circostanza, quest’ultima, che insieme alla oggettiva difficoltà di reperire da remoto le informazioni necessarie al corretto esame degli atti sulle piattaforme informatiche dell’Ente, ha imposto una rimodulazione quantitativa del numero di atti da esaminare e di cui peraltro è stata data ampia evidenza in seno alle Determinazioni sindacali che individuavano le tipologie di atti da sottoporre a controllo successivo relative agli anni 2021 e 2022”.

“Al riguardo – continua il segretario – appare altresì opportuno comunicare che essendo venuto meno lo stato di emergenza dichiarato dal Governo nazionale il 31 gennaio 2020, stante la volontà dello scrivente di dare nuovo impulso alle funzioni di verifica in argomento e favorire la ripresa dei lavori del Nucleo Inter aree, è stata indetta una riunione tra i funzionari componenti dell’originario gruppo che ha avuto luogo il 10/11/2022, nella quale sono state organizzate e pianificate le attività da intraprendere già dal 2023”.

Per quanto riguarda gli altri punti sollevati dal consigliere, il segretario specifica che “il controllo dei provvedimenti avveniva, ed è effettuato ancora oggi, tramite schede di analisi appositamente elaborate, periodicamente rielaborate al fine di adeguarne gli indicatori alle modifiche legislative regionali intervenute in materia di procedimento amministrativo, contenenti una serie di indicatori per la rilevazione della regolarità/legittimità (quali l’indicazione di riferimenti normativi e di motivazione) dell’atto sia sotto il profilo della qualità redazionale/intellegibilità dell’atto sia sotto il profilo relativo alla regolarità procedurale (come, ad esempio, l’avvenuta pubblicazione, anche per estratto, dell’atto ed il rispetto del termine di conclusione del relativo procedimento). In dette schede è anche prevista la possibilità di inserire delle annotazioni/suggerimenti/richieste di controdeduzioni sulle irregolarità rilevate, rivolti al dirigente titolare della predisposizione/adozione dell’atto amministrativo esaminato, ivi incluso l’invito ad attivare con tempestività le eventuali azioni correttive, anche in autotutela”. 


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