PALERMO – Un silenzio surreale, rotto soltanto dal sottofondo delle parole dei partecipanti al tavolo interistituzionale messo in piedi dalla Regione per trovare una via d’uscita alla situazione del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo. La struttura di via Giuseppe lanza di Scalea ha riaperto oggi i battenti dopo quell’infausto 1 settembre, quando un incendio gettò nello sconforto i circa 1.500 lavoratori, tra diretti e indotto.
La protesta dei lavoratori
La riunione del tavolo si è tenuta per la prima volta all’interno del Conca d’oro, anche epr dare un segnale di speranza ai lavoratori. Dall’incontro sono emerse buone notizie per la riapertura dei negozi in zona bianca, meno per quei lavoratori che attendono l’attivazione del Fondo per l’integrazione salariale. Un batti e ribatti tra gli enti presenti al tavolo blocca l’iter per l’ok al sussidio.
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Al Conca d’Oro si sono riuniti oltre duecento lavoratori che hanno sfidato il sole e le alte temperature per chiedere certezze sul loro futuro occupazionale VIDEO. Tra i manifestanti anche i dipendenti di Risparmio Casa e di Alphaomega, azienda del marchio Iqos. Lavoratori e sindacati temono ora l’effetto domino su altre realtà che potrebbero abbandonare il Conca d’Oro.
I problemi sugli ammortizzatori sociali
L’altra paura è legata ai ritardi per l’attivazione del Fondo di integrazione salariale. Le norme che regolano gli ammortizzatori sociali, infatti, impongono la presentazione di un documento che attesti la “non imputabilità” del datore di lavoro che presenta l’istanza rispetto alle cause del rogo. Una circostanza che è stata sottolineata al tavolo dall’Inps, che si è rivolta quindi ai vigili del fuoco. Questi, però, hanno obiettato: “C’è un’indagine in corso e non possiamo dire chi sia causa o meno delle fiamme”.



