PALERMO – La stima dei danni è di oltre 16 milioni di euro, di cui quasi due terzi per quelli alle abitazioni, ma i soldi a disposizione sono appena sei da dividere per quattro province. Palermo fa ancora i conti con l’emergenza incendi che nel 2023 ha mandato in tilt la città con danni a case, proprietà private ma anche a Bellolampo e a santa Maria di Gesù, dove la chiesa che custodiva le reliquie di san Benedetto il Moro è andata distrutta.
Un’emergenza che non ha riguardato solo il capoluogo ma anche le province di Messina, Catania e Trapani. Il Consiglio dei Ministri, lo scorso febbraio, ha deliberato lo stato di emergenza stanziando appena 6,1 milioni e la protezione civile regionale, a marzo, ha individuato i comuni colpiti dagli incendi.
Le richieste di Palermo
La lista d’attesa, a Palermo, è abbastanza corposa: le richieste di risarcimenti ammontano a 11,2 milioni per i danni alle case, 3,6 milioni per quelli alle aziende, 1,7 per Rap (ben al di sotto di quanto ipotizzato in un primo momento) e 200 mila euro circa per Amap. Anche se, al momento, dei rimborsi non pare esservi traccia.
Di Gangi: “Bellolampo ci allarma”
“Tutti ricordiamo quei giorni drammatici – attacca Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Pd – e, dopo un anno, non un solo euro è arrivato da Roma o da altre istituzioni per sostenere chi ha perso la casa o il lavoro, nella totale indifferenza del centrodestra locale e nazionale. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, è pronto a scontrarsi con i governi per altri motivi ma, evidentemente, non per aiutare chi ha perso tutto e non si può dire che stiano facendo meglio l’esecutivo regionale o quello statale”.
“Ad allarmarci è poi la situazione di Bellolampo – continua Di Gangi -. Non è chiaro cosa sia stato fatto per mettere in sicurezza la discarica o come siano stati quantificati i danni che, l’anno scorso, sembravano ammontare ad almeno quattro milioni. Il presidente Giuseppe Todaro continua a sottrarsi al confronto in commissione Bilancio, ma qui servono risposte concrete e immediate”.
Comune: “Ristori non di nostra competenza”
“L’amministrazione comunale si è occupata di riproteggere tutti coloro che hanno subito danni e hanno dovuto abbandonare la propria abitazione e consegnato le dovute relazioni alla protezione civile regionale, che a sua volta si interfaccia con il ministero. L’erogazione dei ristori non è di competenza del Comune”, fanno sapere da Palazzo Palagonia.
Rap: “Attendiamo i fondi”
“Partecipo a ogni riunione a cui sono invitato, questa volta non è stato possibile perché sono stato convocato con urgenza al Comune – replica Todaro -. Attendiamo l’erogazione dei ristori che sono stati già rendicontati”.