CATANIA – Arriva il momento della riflessione, nel giorno successivo al vasto incendio nel parco di Cibali (i cosiddetti Orti della Susanna), che ha impegnato i pompieri in un difficile intervento per domare le fiamme e preservare una delle aree più popolose dell’area urbana cittadina.
Il sindaco Enrico Trantino è intervenuto sui social spiegando la volontà dell’amministrazione comunale di acquisire l’area e avviare un confronto con la città per decidere cosa fare di un’ampia zona di territorio che andrebbe comunque manutenuta, per non lasciarla al degrado.
Trantino: “Pensiamo a orti urbani e gestione condivisa”
“Stiamo prendendo in considerazione l’idea di acquistarlo. Il problema, oltre alle risorse finanziarie (su cui avrei un’idea), è il costo della manutenzione”, ha detto. “Una soluzione – continua il sindaco – potrebbe essere l’affidamento della gestione, sul modello di orti urbani o di una vigna sociale, o la realizzazione di un parco con affidamento di singole porzioni a chi le voglia adottare per manutenerlo, sullo stile di quanto avviene in Giappone”.
“Se si concretizzeranno alcune ipotesi che stiamo considerando per l’acquisto – ha annunciato – vorremmo organizzare un incontro pubblico per raccogliere idee. Ma non ci dispiacerebbe cominciare a ricevere qualche proposta fin d’ora”.
Alberghina: “Area pubblica per fermare la speculazione”
Intervengono la coordinatrice Mpa di Catania Pina Alberghina e il gruppo consiliare autonomista. “Riteniamo – dichiarano – necessario che il Comune di Catania avvii senza indugio le procedure per l’acquisizione pubblica dell’intera area degli Orti di Cibali, perché solo la proprietà pubblica può sottrarla definitivamente alle mire speculative.
“Gli Orti di Cibali devono tornare a essere un bene comune, tutelato e restituito alla città. Non si tratta solo di un semplice terreno incolto, ma un ricchissimo e unico ecosistema nel tessuto urbano di Catania. Un’area caratterizzata da antichi agrumeti, uliveti e alberi da frutto tradizionali. Un polmone verde che costituisce una straordinaria biodiversità vegetale e animale e che rappresenta al tempo stesso uno spazio sociale irrinunciabile. Comunichiamo è già in fase di organizzazione una immediata azione collettiva, che coinvolgerà cittadini, comitati di quartiere e associazioni ambientaliste”.
M5s: “La Procura intervenga subito”
Dall’opposizione, era intervenuto con durezza ieri il consigliere del Movimento cinque stelle, Graziano Bonaccorsi. “Un altro incendio agli Orti della Susanna impone una riflessione seria. È impossibile non tornare con la memoria al devastante rogo del 2017, in un’area che da anni è al centro di interessi urbanistici e tentativi di cementificazione. Non siamo ancora in piena estate eppure le fiamme hanno già colpito uno degli ultimi polmoni verdi della città”, afferma il consigliere.
Bonaccorsi ricorda le iniziative portate avanti negli anni dal M5s sul tema. “Abbiamo promosso consigli comunali straordinari, mozioni, ordini del giorno, esposti e denunce pubbliche. Abbiamo contrastato il progetto Eurospin e vigilato costantemente su quanto accadeva nell’area degli Orti della Susanna”.
Secondo il pentastellato, “non si può liquidare tutto come una coincidenza”, soprattutto alla luce del recente vincolo che tutela solo una parte dell’area. “Oggi vengono protetti 10 ettari su 17, mentre sette restano esclusi. Ed è proprio adesso che tornano gli incendi”, osserva.
Da qui la richiesta di un intervento della magistratura. “La Procura deve aprire subito un fascicolo per chiarire chi abbia appiccato il rogo e quali siano le ragioni. Non stiamo parlando di semplici sterpaglie, ma di un’area che da anni fa gola a molti interessi”.

