PALERMO – È Controcorrente il partito ad inaugurare la sequenza di prese di posizione rispetto all’inchiesta sull’ex vice presidente della Regione ed ex capo della Cts, Gaetano Armao, e che vede coinvolto anche il parlamentare Mpa Giuseppe Geremia Lombardo. L’intera opposizione punta il dito contro il governo regionale ma da Avs arriva anche una sfumatura ‘politica’ a quanto accaduto, con un messaggio agli alleati del campo largo che strizzano l’occhio a pezzi del centrodestra in chiave Regionali.
Controcorrente: “Governo al capolinea”
“Le notizie che stanno uscendo sui media e che coinvolgono vertici dell’Amministrazione, nonché deputati, impongono una riflessione seria sulla deriva del governo Schifani – dicono i deputati di Controcorrente -. Non si contano più gli arrestati, indagati e rinviati a giudizio. Verrebbe da dire ‘ne resterà soltanto uno'”.
Ismaele La Vardera, Jose Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro prendono spunto dall’ultima inchiesta della procura di Palermo, che ha chiesto l’arresto di Armao, per mettere nel mirino il governo. I quattro deputati chiedono infatti di “porre fine” a quello che definiscono “uno spettacolo indecoroso”, poi aggiungono: “Schifani comprenda che il suo tempo è finito. Liberi la Sicilia da queste continue vergogne e vada a casa”.
Barbagallo (Pd): “Corruzione, piaga endemica”
Sulla stessa linea il segretario del Pd, Anthony Barbagallo: “La corruzione è il male endemico della Regione Siciliana ed è la ‘cifra’ di questi 4 anni di governo guidato da Schifani”, osserva. Barbagallo poi aggiunge: “L’ultimo scossone questa mattina da Palermo con l’indagine che riguarda la commissione tecnico scientifica per le autorizzazioni ambientali”. Barbagallo, dopo avere ricordato anche i “ruoli apicali” ricoperti da Armao nell’esecutivo guidato da Nello Musumeci, poi predica “prudenza” ed esprime sentimenti di “stima e fiducia” per il lavoro della procura di Palermo.
Catanzaro (Pd): “Sicilia sempre più mortificata”
Il capogruppo dei dem all’Ars, Michele Catanzaro, sottolinea il fatto che la vicenda Armao sia “l’ennesimo segnale di una deriva sempre più profonda”. Catanzaro parla di una Sicilia “sempre più mortificata da un centrodestra in cui sempre più esponenti fanno avanti ed indietro dalla aule dei tribunali”.
Avs, appello al campo largo
“È ora di dire basta”, è l’incipit dei portavoce di Avs in Sicilia, Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone. “Apprendiamo con sconcerto, ma senza alcuno stupore, dell’ennesima bufera giudiziaria che ha
investito la classe dirigente del centrodestra siciliano”, aggiungono i due esponenti di Avs.
Montalto e Giambrone poi colgono la palla al balzo per pronunciare due “sentitissimi appelli”. Il primo va all’indirizzo degli alleati del campo progressista: “Li invitiamo a non inseguire più partiti o singoli esponenti politici gravemente e irrimediabilmente compromessi dall’appartenenza al centrodestra”. Parole che hanno il chiaro sapore di un messaggio a quanti, nel centrosinistra, guardano anche al Movimento per l’autonomia, partito di Giuseppe Geremia Lombardo, a sua volta indagato nell’inchiesta di Palermo, per una possibile alleanza futura alle Regionali, ma anche a Cateno De Luca. Il secondo appello va al popolo siciliano: “Indipendentemente da come andranno le inchieste e i processi, serve, nei confronti dei responsabili del disastro siciliano, una condanna politica ferma e senza appello”.
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De Luca (M5s): “Ancora uno scandalo per il centrodestra”
In casa Movimento cinque stelle parla il capogruppo all’Ars Antonio De Luca e sono nuove bordate contro il governo. “Non hanno fatto in tempo ad arrestare Pizzuto e rinviare a giudizio l’assessora Elvira Amata che un nuovo scandalo travolge il centrodestra – osserva -, segnatamente con la richiesta d’arresto dell’avvocato Gaetano Armao, e con Giuseppe Lombardo, indagato, deputato regionale del Mpa, uno dei partiti che sostiene l’attuale governo regionale nonché nipote dell’ex presidente della regione Raffaele”.
Deputati e senatori M5s: “La Giunta vada a casa”
Da Roma, la deputazione nazionale eletta in Sicilia, insieme con i parlamentari Ars, ribatte: “La vicenda giudiziaria che riguarda un presunto giro di mazzette nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali è gravissima. Così come estremamente allarmante è il fatto che sia stato richiesta dalla Procura di Palermo l’arresto di Gaetano Armao, che fino a pochi mesi fa era al vertice della Commissione ed è anche consigliere giuridico del presidente Schifani. Con tutto quello che è successo sul piano giudiziario ed etico negli ultimi tempi andare a casa è il minimo sindacale per rispetto verso i cittadini”.




