Ingroia, saluti alla toga | E anche a De Magistris

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05 Marzo 2013, 14:20

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PALERMO – “Non farò più il Pm”. Antonio Ingroia, reduce dalla batosta subita nelle politiche di fine febbraio, ha sciolto la riserva sulla domanda che ha movimentato il pre e post campagna elettorale. Lo ha detto a “Il Fatto Quotidiano”, intervistato da Beatrice Borromeo. In un momento di importanti decisioni sulle sorti del neonato Movimento, Ingroia non mostra incertezze: si dimetterà dall’incarico di magistrato. L’oramai ex candidato premier, inoltre, prende le distanze dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che aveva dichiarato la sua “Rivoluzione Civile” morta. “Lealtà e amicizia non sempre reggono – osserva Ingroia – Io mi comporto diversamente. Certo, De Magistris ha molti problemi come sindaco: è criticato dai cittadini napoletani e mi rendo conto che voglia proteggersi dall`effetto della sconfitta, anche se ne è corresponsabile”.

A proposito dell’accusa rivolta a Ingroia da De Magistris, sull’inclusione di vecchi partiti a dispetto della sua opinione cotraria, si difende così l’ex Pm: “È semplicemente falso. Luigi era d`accordo su tutte le principali decisioni prese, e ci sono testimoni che possono confermarlo. Se ammettiamo la sua buona fede, allora significa che ha un ricordo non proprio preciso di come sono andate le cose”.

A precisa domanda sull’altra accusa arrivata dal sindaco del capoluogo campano sull’accettazione di candidati provenienti dall’alto a scapito della società civile, Ingroia ha ammesso che si è trattato di un errore. “Peccato che un bel po` di quei nomi ‘calati’ li abbia voluti lui: in Campania, in Sicilia e addirittura in Veneto. Non è simpatico condividere delle scelte e poi attribuirle agli altri”.

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Sul boomerang Grillo e sull’incidenza che ha avuto la candidatura del suo Movimento sulla visione dei vecchi partiti come casta, l’ex magistrato palermitano si esprime così: “La tendenza Grillo ha inciso parecchio. Vedremo come andranno le prossime elezioni: siamo sicuri che la novità grillina in sé sia sufficiente? Comunque concordo con De Magistris sul fatto che dobbiamo ripartire dalle idee originarie: il partito deve ricostruirsi dal basso”.

Ingroia ha poi “confortato” i suoi elettori dichiarando che Rivoluzione Civile è ancora viva e non sarà né lui né De Magistris a decretarne la fine. “Abbiamo ricevuto migliaia di email e lettere dai nostri elettori che ci chiedono di andare avanti. Ci fermano per strada pregandoci di non disperdere il loro voto: 800 mila cittadini ci hanno dato fiducia. E poi, se sono morti Rc, Idv, Verdi e Comunisti, è sepolto pure il movimento Arancione di De Magistris”. L’ex pm palermitano ha poi parlato di Di Pietro. Conscio del “momento di difficoltà” che “sta attraversando”, Ingroia ritiene questo uno dei motivi che hanno “portato anche lui a prendere le distanze da noi”, non escludendo un “ricongiungimento futuro”. A proposito di una possibile alleanza con il Pd, Ingroia si esprime in modo caustico: “Pur di non legarsi a noi hanno sprecato una vittoria quasi sicura: spero abbiano imparato la lezione”.

Ingroia ha concluso l’intervista rilasciata al Fatto parlando della sua possibile partenza per il Guatemala e del modo in cui potrebbe seguire l’evoluzione di Rivoluzione Civile dall’estero “Ci sono altre opzioni che mi permetterebbero di accompagnare dall`esterno la crescita del partito. Se invece deciderò di dimettermi il mio impegno politico sarà totale: sarò il presidente di Rivoluzione Civile”.

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05 Marzo 2013, 14:20

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