Ismaele La Vardera è stato ascoltato dalla Commissione regionale Antimafia in merito alle presunte infiltrazioni mafiose negli ospedali siciliani. Il deputato regionale e leader di Controcorrente ha riferito dell’audizione collegandola anche alla vicenda dell’ospedale Cervello di Palermo e sostenendo che sarebbero emerse situazioni analoghe in altre strutture sanitarie. Le affermazioni sulle infiltrazioni e sul presunto sistema negli appalti sono dichiarazioni di La Vardera e, allo stato, vanno considerate come tali.
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La Vardera e il caso dell’ospedale Cervello
“La commissione regionale Antimafia mi ha voluto ascoltare sulla notizia delle possibili infiltrazioni mafiose su diversi ospedali siciliani. Sappiamo che il caso Cervello non è affatto isolato, anzi. Abbiamo riscontrato situazioni simili con diverse aziende che hanno appalti milionari nella gestione delle pulizie”, afferma La Vardera. Al centro dell’audizione, secondo quanto riferito dal parlamentare regionale, ci sarebbero dunque anche gli affidamenti legati ai servizi di pulizia nelle strutture sanitarie e le situazioni sulle quali sarebbero in corso approfondimenti.
“Si parla di un sistema ramificato”
La Vardera ha poi descritto la vicenda come particolarmente complessa, facendo un paragone con il caso dell’Italo-Belga, altra questione della quale si è occupato in passato. “Stiamo assistendo ad un paradosso: se non hai parenti mafiosi o condanne per mafia sei penalizzato. Ringrazio la commissione e i colleghi per le domande puntuali. So di aver messo le mani su una pentola a pressione, ma non mi fermerò ma mentirei se non dicessi che è una situazione complessa, più dell’Italo-Belga. Si parla di un sistema ramificato con gente a capo che non ha scrupoli”.




