Mondello, nuova guerra tra La Vardera e la Italo Belga

Nuovo scontro La Vardera-Italo Belga, duello su uno scarico all’ex Charleston

La Vardera
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Controcorrente: "Feci in mare". La replica: "Fa propaganda". Il Comune attende le analisi

PALERMO – Nuova guerra tra Ismaele La Vardera e la società Italo Belga che opera a Mondello. Al centro dello scontro, questa volta, non è la concessione balneare ma l’esito di alcune analisi effettuate su uno scarico sospetto sottostante allo stabilimento ex Charleston, simbolo di Mondello. I risultati delle analisi denunciati dal fondatore di Controcorrente vengono però contestati dalla società, che parla di “propaganda elettorale”.

Controcorrente: “Feci nell’acqua proveniente da quello scarico”

La Vardera mette tutto nero su bianco in un comunicato congiunto con i suoi consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello, mentre in un video social racconta di avere ricevuto una segnalazione da alcuni bagnanti rispetto ad uno sversamento d’acqua che arrivava direttamente dallo storico stabilimento. “Abbiamo fatto analizzare un campione di quel liquido da un laboratorio accreditato, i risultati sono allarmanti con una presenza di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100ml, valore che attesta chiaramente la presenza di sostanze fecali”, dicono.

“Scarico abusivo”

Il deputato regionale, che nel video mostra il momento nel quale viene raccolta l’acqua da sotto lo stabilimento, poi rincara la dose: “Riteniamo fuor di dubbio la natura abusiva dello scarico. A Mondello non esiste alcuna autorizzazione né presupposto tecnico che possa giustificare lo sversamento in mare di reflui di qualsiasi tipo, siano essi acque nere o meteoriche e dal Charleston addirittura sgocciola a mare acqua con feci”.

Secondo il leader di Controcorrente, Argiroffi e Forello si è di fronte “non solo a un’inaccettabile condotta fuorilegge, ma a una totale mancanza di rispetto verso un bene comune primario come la spiaggia e il mare di Mondello, e verso cittadini e turisti che li frequentano e ne godono”.

Analisi inviate all’Arpa e alla guardia di finanza

I risultati delle analisi sono stati inviati al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, al presidente della Regione, Renato Schifani, all’Arpa, all’Asp, all’assessora regionale al Territorio ambiente Giusi Savarino e alla guardia di finanza. “Nel frattempo, considerato il concreto rischio per la salute pubblica, chiediamo che quel tratto di mare venga immediatamente interdetto alla balneazione in via cautelativa”, concludono La Vardera, Argiroffi e Forello.

Italo Belga: “La Vardera fa campagna elettorale”

La Italo belga, però, non ci sta e contesta radicalmente punto per punto la ricostruzione fatta dagli esponenti di Controcorrente. “Continua la campagna elettorale di La Vardera sulle spalle di Mondello, di un’impresa privata e dei suoi lavoratori – recita una lunga nota di replica -. Ancora una volta un accertamento non concluso viene trasformato in una sentenza mediatica, un’analisi commissionata autonomamente diventa una verità definitiva e ipotesi ancora da verificare vengono presentate ai cittadini parlando di ‘acqua con feci’, ‘condotta fuorilegge’, ‘scarico abusivo’ e ‘concreto rischio per la salute pubblica’”.

scarico Charleston
Un frame del video pubblicato da La Vardera e girato sotto l’ex Charleston

“Quel campione è stato raccolto in mare”

La Italo Belga poi entra nel merito delle analisi. “Per quanto risulta alla società, il campione fatto analizzare da La Vardera sarebbe stato raccolto direttamente dal mare, e non dalla presunta fonte dello sversamento, utilizzando peraltro una bottiglia non sterile – si legge -. Attribuire quindi quel risultato microbiologico direttamente al pluviale significa compiere un salto logico che gli accertamenti ufficiali dovranno verificare”.

La società spiega inoltre che “è stata verificata materialmente la provenienza dell’acqua che raggiunge il mare attraverso un pluviale destinato alle acque piovane”. Il tutto è avvenuto aprendo un rubinetto sul terrazzo e utilizzato per l’irrigazione delle piante, “constatando dopo alcuni minuti – ancora la ricostruzione della Italo belga – la fuoriuscita dell’acqua dal medesimo pluviale”. Tutto il resto “confluisce regolarmente negli appositi scarichi e certamente non in mare”.

Italo Belga: “È La Vardera che deve dare spiegazioni”

La società, quindi, dice di attendere i risultati delel analisi ufficiali, ma passa anche al contrattacco: “Questa volta è la Vardera a dovere fornire alcune spiegazioni”. Secondo la Itali Belga, infatti, le registrazioni del sistema di videosorveglianza dello stabilimento “documentano che dalle 10 circa e fino a oltre le 13” La Vardera è rimasto davanti all’ex Charleston, “proprio mentre erano in corso le operazioni, con l’autovettura di servizio, la scorta e il motore costantemente acceso”.

La Italo Belga quindi si chiede: “Come faceva a conoscere luogo, tempi e circostanze degli accertamenti? Ne era a conoscenza preventivamente? Quando lo ha saputo? Da chi? Attraverso quale canale?”. La seconda contestazione parte dalla scorta assegnata al deputato. “Come si concilia il rischio che La Vardera corre con la scelta di permanere volontariamente per oltre tre ore proprio davanti allo stabilimento? Così facendo non espone allo stesso rischio anche gli uomini incaricati della sua protezione?”.

Leggi anche

Etna, Schifani: “Regione attiva per alleviare i disagi dei passeggeri”

Etna, a Catania voli sospesi fino alle 16 di giovedì 13 agosto

Giambrone: “Prima il programma, poi primarie aperte. Chiarezza su De Luca”

Il Comune: “Attendiamo le analisi, pronti a impedire la balneazione”

Sulla vicenda, intanto, prende posizione anche il Comune di Palermo attraverso l’assessore all’igiene e sanità Fabrizio Ferrandelli. “Il Comune, come sempre avvenuto in questi anni, non appena riceve gli esiti delle analisi sulla qualità delle acque effettuate dagli organismi competenti, provvede a verificarne tempestivamente i valori e ad adottare, laddove necessario, tutti i provvedimenti utili a garantire la tutela della salute pubblica”, osserva Ferrandelli.

“Qualora dagli esiti dei controlli dovesse emergere un rischio per la salute dei cittadini – continua l’assessore all’Igiene e sanità – il Comune procederà immediatamente all’adozione di un’apposita ordinanza di divieto di balneazione e provvederà a darne comunicazione alla popolazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI