La cattedrale chiusa da due anni | Agrigento in piazza

di

25 Aprile 2013, 10:57

2 min di lettura

AGRIGENTO – Sono passati due anni dal tragico crollo del palazzo Lo Jacono di Agrigento, due anni da quella mattina del 25 aprile dove è caduto un simbolo del centro storico della città, simbolo anche dell’incuria in cui versano molti edifici della parte più antica della vecchia ‘Akragas’. Gli agrigentini attraverso la “Fiaccolata per il centro storico” hanno voluto ricordare quei giorni in cui il crollo portò alla chiusura, per motivi di sicurezza, della cattedrale di San Gerlando: oggi l’esistenza della chiesa viene segnalata soltanto dal sono delle campane.

La lunga fiaccolata che ha raccolto numerosi persone, tra cui il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, è partita da piazza Santa Maria dei Greci, ha sostato per un breve periodo davanti a Palazzo Schifano per poi raccogliersi in un minuto di silenzio davanti dinanzi a quelle transenne di legno che impediscono l’avvicinamento alla cattedrale intitolata al patrono della città dei templi e amata da molti fedeli e cittadini. Durante la marcia silenziosa non sono poche le persone che gridano “vergogna” al sindaco, accusandolo di non essersi preso cura di questa porzione di città. Davanti alle barriere della cattedrale ha preso poi la parola l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, che ha voluto lanciare un appello: “Non possiamo dimenticare questa realtà, Agrigento se vuol vivere e vuole guardare al futuro non deve dimenticare questa parte di se stessa. Siamo noi, non considerando questo pezzo della città, a farlo scomparire. Dobbiamo fare in modo che ciò che i nostri padri hanno costruito si tramandi nel futuro – dice -. Abbiamo fatto suonare le campane della cattedrale, queste rappresentano il grido di una mamma che dice: fatemi vivere”.

Articoli Correlati

“Sono terminati i lavori di studio per capire quali sono i motivi del dissesto della cattedrale – afferma il vicesindaco di Agrigento, Pietro Luparello -. I primi risultati indicano che il problema non sta nella struttura della cattedrale ma nella collina sottostante che ha un movimento franoso costante che provoca un dissesto di un millimetro al mese. Agire alla cattedrale è inutile, bisogna agire nel sottosuolo”.

Pubblicato il

25 Aprile 2013, 10:57

Condividi sui social