PALERMO – Quindici milioni di euro per aumentare i rimborsi delle prestazioni ambulatoriali convenzionate. La Corte costizuionale dà l’ok alla norma che incrementa così il budget ai privati, mettendo fine alla disputa tra il governo nazionale e Palazzo d’Orlèans. Il Consiglio dei ministri aveva infatti impugnato la legge regionale 26/2025, contenuta in una delle ultime variazioni di bilancio e che punta mitigare gli effetti del “decreto tariffe” nazionale del novembre 2024.
I rischi
Secondo la Regione erano stati eccessivamente ridotti i valori economici di alcune prestazioni, soprattutto nei settori della riabilitazione e della patologia clinica, rischiando di mandare in tilt, in particolare, strutture di periferia e piccoli centri, con inevitabili ripercussioni sui servizi offerti agli utenti.
Cosa stabilisce la sentenza
La decisione della Consulta riaccende così i riflettori su un tema centrale a livello nazionale: il rapporto tra Stato e Regioni nella gestione della sanità. La sentenza stabilisce infatti che le Regioni possono aumentare le tariffe nazionali se vengono utilizzate risorse proprie e non il Fondo Sanitario Nazionale. Il vincolo di bilancio, inoltre, non impedisce di investire fondi extra-sanitari per evitare che il diritto alla salute venga compromesso da tariffe nazionali ritenute non compatibili con la realtà operativa locale.
Confermando la legittimità della norma e svincolando dunque i quindici milioni di extrabudget, si consente di integrare le tariffe nazionali riconosciute alle struttue sanitarie accreditate.
Schifani: “Risultato importante”
“Un risultato importante per la Regione Siciliana e per l’azione del mio governo – ha commentato il presidente Renato Schifani -. La decisione della Corte costituzionale riconosce in modo chiaro gli spazi di autonomia finanziaria e ordinamentale della Regione in materia sanitaria, confermando la legittimità della scelta, da noi fortemente voluta, di destinare maggiori risorse regionali per incrementare le tariffe di alcune prestazioni ambulatoriali e garantire così una più efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza”.
Conf Salute e Cimest: “Si rafforzano i settori essenziali”
Positivo anche il commento di Conf Salute e Cimest (Coordinamento Intersindacale della Specialistica Territoriale), che esprimono soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale. “Questa decisione – dice il presidente regionale di Conf Salute, Luigi Marano – rappresenta un risultato significativo per tutto il sistema sanitario siciliano perché consente di rafforzare settori essenziali dell’assistenza territoriale, garantendo maggiore sostenibilità economica alle strutture accreditate e, soprattutto, migliori servizi sanitari ai cittadini”.
“E’ la direzione giusta”
“Questa decisione – afferma Salvatore Calvaruso, presidente del Cimest -, conferma la bontà di una scelta politica e amministrativa che va nella direzione giusta: sostenere la sanità territoriale, rafforzare la specialistica ambulatoriale e garantire ai cittadini prestazioni sanitarie sempre più accessibili e di qualità”.
Conf Salute e Cimest rivolgono un plauso al presidente della Regione Schifani, al presidente dell’Ars Galvagno, all’assessore alla Salute Faraoni e al direttore dell’assessorato pro tempore Iacolino che hanno difeso il provvedimento, dimostrando attenzione e sensibilità istituzionale verso il sistema della specialistica ambulatoriale accreditata.

