Nave dei veleni al porto di Palermo | Un mistero lungo tredici anni - Live Sicilia

Nave dei veleni al porto di Palermo | Un mistero lungo tredici anni

I fusti all'interno della nave abbandonata dal 2000 a Palermo

La motonave ucraina "Helje" fu lasciata nel 2000 a Palermo dal suo capitano e dall'equipaggio, abbandonati dall'armatore. Al suo interno fusti di idrocarburi e rifiuti tossici. Per il custode giudiziario è scattata la denuncia. Nel 2012 doveva essere una ditta italo-tedesca a provvedere alla demolizione. Ma i lavori non sono mai iniziati.

Fu abbandonata nel 2000
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PALERMO – Tredici anni di misteri e provvedimenti giudiziari non bastano, ancora, a fare luce sulla sua storia e sul suo destino. Il mercantile ucraino “Helje” giace sullo specchio d’acqua su cui si affaccia il molo nord del porto di Palermo e, dopo essere stato abbandonato, il tempo gli scorre addosso. E non senza conseguenze. Dopo essere stata sottoposta a sequestro conservativo, la nave è stata più volte oggetto di accertamenti ambientali, perché la motonave arrivata nel capoluogo nel mese di aprile del 2000 custodisce al suo interno una vera e propria bomba ecologica.

A bordo si trova infatti un massiccio carico di fusti di idrocarburi e gasolio e contenitori pieni di rifiuti e metalli. E ancora liquidi infiammabili e fusti in plastica pieni di acido nitrico e vernici. Lungo le vie di accesso alla sala macchine sono stati trovati sacchi di plastica non sigillati che contengono materiale di coibentazione, tra cui molta quantità di amianto, proprio come ha accertato il chimico di porto nel corso di alcuni controlli effettuati dalla polizia giudiziaria della Guardia costiera.

Quest’ultima ha proceduto al sequestro giudiziario delle aree a terra e della nave stessa nel 2008, constatando diverse violazioni a carico del custode giudiziario, A.D, imprenditore palermitano titolare della concessione demaniale dopo l’abbandono della nave da parte del suo comandante e dell’equipaggio. Questi ultimi, infatti, dopo aver vagato per il Mediterraneo, furono abbandonati dall’armatore e rimasero in città aiutati dalla Caritas, per poi andare via senza lasciare alcuna traccia e abbandonando, a loro volta, il mercantile con il suo carico di veleno al porto.

La motonave è così finita al centro dei controlli della polizia marittima nel corso del monitoraggio sugli abusi demaniali, ambientali e sicurezza della navigazione. E’ stato proprio nei pressi della diga Foranea che sono partiti gli accertamenti che hanno portato alla denuncia dell’attuale custode giudiziario, al quale sono state contestate violazioni inerenti il deposito, il trasporto e la tenuta dei documenti amministrativi legati al trattamento dei rifiuti sulla “Helje” e l’omissione di preservare la nave causandone quindi il deterioramento.

Negli spazi limitrofi all’area data in concessione, i militari hanno rilevato la presenza di tonnellate di rifiuti speciali, ormai abbandonati da tredici anni nella stessa nave già finita sotto sequestro dal Tribunale di Palermo. E il carico che attualmente si trova sul mercantile ucraino sarebbe soltanto una parte di quello originario.

Il resto, infatti, potrebbe trovarsi in fondo alle acque di Lamezia Terme. Rifiuti tossici che rappresenterebbero una vera e propria bomba ecologica per le acque calabresi, dove affondò la nave cisterna “Vittorio Zanibon”, in viaggio verso la Turchia, nel 2007. In base alle indagini sul traffico di rifiuti tossici in mare effettuate dalla Procura di Locri (Reggio Calabria), parte del carico poteva essere quello della Helje.

La polizia giudiziaria della Guardia costiera risulta, ad oggi, essere direttamente delegata a proseguire le indagini sulla nave, insieme al personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e, nel 2012 doveva essere una ditta italo-tedesca a provvedere alla demolizione dell’imbarcazione ucraina, ma i lavori non cominciarono mai per problemi economici della stessa azienda.


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Commenti

    Solo e solo nella nostra città possono accadere di queste cose che poi siamo pure Italia. Adesso dopo tredici anni chi paga questo conto? Ma dentro questo porto tra direttori e chissà quanti altri funzionari magnano nessuno nel tempo ha visto questa nave bomba che avevano dentro casa. INETTI e truffalfini ecco cosa siete continuare cosi che andiamo bene

    Come sempre, la Sicilia e in genere il Meridione, è considerata il bidone per la spazzatura dell’Europa. E ciò avviene non solo per le varie mafie, che lucrano sul traffico illegale dei rifiuti tossici, ma anche ad opera di uno Stato e di una Regione che nei fatti non operano nell’interesse della popolazione. E appare anche incomprensibile l’atteggiamento di tutte quelle associazioni che, pronte a scendere in piazza per difendere la Natura anche laddove non ce ne sarebbe bisogno, hanno steso un velo di oblio su questa vergogna della nostra epoca.

    E’ una vicenda che fa scandalosamente il paio con i problemi della “terra dei fuochi” in Campania e delle tonnellate di rifiuti tossici abusivamente smaltiti.

    una bomba ecologica. e se dovesse affondare?

    Questa mi mancava,una bomba ecologica che proviene pensate un po’ dall’Ucraina. Ma tutte le forze portuali dov’erano……troppo impegnati a grattare….

    assieme ai problemi di bellolampo dei depuratori inutili dell’immondizia per strada che sfregia la citta ci mancava anche questo scandalo….Vergigna !!!!!

    Perchè non l’ha rimorchiano e la riportano in ucraina?

    Ma poi se ne sono accorti dopo 13 anni? Nessuno ha cercato di attenzionare il problema prima? E ora che succede? Scommessa che dobbiamo pagare noi la rimozione e lo smaltimento di questa discarica al porto? Sicuro che dentro il porto non c’è qualche altra vergogna? Non si salva nessuno!

    l’ho vista più volte, potrebbe affondare davvero. è un rottame, terribile a fare mostra di sé.

    WlaSicilia, io sono d’accordo con te e promuoverei un comitato per il traino della nave dei veleni in Ukraina. Se la smazzassero loro visto che batte bandiera ukraina … anche se i veleni sicuramente arrivavano dalle industrie italiane e cmq europee…

    prima di portare la concordi qui sarebbe meglio sbarazzarsi dei rottami e i ferri vecchi. tanto piu che contiene veleni

    Nn conosco la vicenda giudiziaria, ma il titolare della concessione demaniale si poiché vado spesso a pescare con la barca dov’è ormeggiata e siamo amici.

    Non ha mai ricevuto un euro e inverno dopo inverno ha provveduto a sue spese a rinforzare gli ormeggi, a pompare l’acqua che penetrava dentro lo scafo, a sistemare dei parabordi…

    Ricordo una mattina della vigilia di natale di qualche anno fa quando io sono rientrato in porto a causa di un’improvvisa mareggiata e vedevo lui in prima persona a bordo per mettere in sicurezza la nave (come si muoveva faceva paura).

    In sintesi se non si è verificato un disastro ambientale è grazie a lui.

    raccontalo a quegli imbecilli degli inquirenti che lo hanno arrestato ingiustamente e con tanto di abuso di potere… ma sul serio, vai in procura e fai un esposto, aiuta questo povero disgraziato a cui la “LEGGE” ha rovinato la vita. Perchè quando vai in galera la vita te la rovinano, è un segno indelebile

    Questa nave “esposta” al porto è una vergogna, un segno di declino insieme a tutti gli altri. Se poi affonda non piangete.

    e certo pure l’Ucraina scarica la sua immondizia da noi!!ma veramente cosa siamo diventati??!! quale tempesta dobbiamo aspettare o “incidentale” affondamento prima di diventare tutti radioattivi e farci prendere dalla leucemia??!!

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