“Sulla mafia carte in regola” | Grillo: “Mafioso mi mancava…”

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30 Aprile 2012, 12:02

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Le parole di Beppe Grillo: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo al 10%. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima” hanno dato il via a un tornado. Accuse, contro-accuse e polemiche.

Una battuta al vetriolo sulla mafia in terra di mafia che ha costretto Riccardo Nuti (nella foto) –  candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle – tramite il suo staff a precisare l’affermazione di Grillo. Già da ieri sera si susseguono le precisazioni dei grillini palermitani e dell’intero movimento per dimostrare il loro impegno nella lotta alla mafia: “Siamo gli unici ad aver chiesto alla Regione Siciliana di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio di Raffaele Lombardo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Solo in seguito alla nostra iniziativa Chiediamo i danni a cosa nostra, la Sicilia si è dotata di una legge che obbliga la Regione a costituirsi parte civile nei processi di mafia che coinvolgono i pubblici amministratori. Siamo gli unici che pubblicano sul proprio sito web i casellari giudiziali dei candidati, tutte persone al di sopra di ogni sospetto, al contrario di altri che ostentano indagati e addirittura arrestati”.

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Nel suo discorso Grillo è riuscito a riscaldare piazza Croci proseguendo nel suo attacco frontale ai partiti presenti in Parlamento e puntando ad una replica indiretta al discorso del Presidente della Repubblica Napolitano, in occasione del 25 aprile: “Sono solo un comico, ma un comico con un programma. Napolitano non ce l’ha con me lui deve stare al di sopra, noi ci confrontiamo con le persone concrete e lui non è stato eletto dai cittadini”.

La replica di Grillo
“Mafioso mi mancava. Avanti, sparate le ultime cartucce”. Così Beppe Grillo dalle pagine del suo blog. Il fondatore del Movimento 5 Stelle in un post spiega le sue parole di ieri: “La mafia ha tutto l’interesse a mantenere in vita le sue vittime. Le sfrutta, le umilia, le spreme, ma le uccide solo se è necessario per ribadire il suo dominio nel territorio. Senza vittime, senza pizzo e senza corruzione come farebbe infatti a prosperare? La finanza internazionale non si fa di questi problemi – afferma – Le sue vittime, gli Stati, possono deperire e anche morire. Gli imprenditori possono suicidarsi come in Grecia e in Italia. Spolpato uno Stato si spostano nel successivo. Questo è il senso delle mie parole di ieri a Palermo. Honni soit qui mal y pense”, conclude.

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30 Aprile 2012, 12:02

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