La riscossa rosanero| riparte da Cavani

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15 Settembre 2008, 15:43

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Ne’ Toni, ne’ Amauri. Semplicemente Edinson Cavani. L’uruguaiano del Palermo, entrato nel cuore dei tifosi al suo esordio con un gol memorabile alla Fiorentina due stagioni fa,
e’ stato tra i protagonisti che ha portato i rosanero alla convincente vittoria di sabato contro la Roma. Dopo alcune occasioni da gol fallite e qualche mugugno dagli spalti, Cavani si e’ rifatto con la rete del 3-1 ma soprattutto con una prestazione globale convincente. Il tutto grazie ad un diverso approccio alla gara da parte di tutta la squadra a seguito dell’avvicendamento in panchina tra Colantuono e Ballardini ed un ruolo per Cavani non piu’ da punta centrale come da lui richiesto ma al fianco del funambolo Miccoli. Cosi’ arriva anche la risposta a chi in Cavani vorrebbe rivedere un nuovo Toni o un nuovo Amauri.

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“Io non ho le caratteristiche ne’ di Toni ne’ di Amauri, siamo diversi, loro hanno un fisico diverso dal mio -precisa-. Io volevo fare la prima punta, ma con i miei movimenti, cercando di farmi spazio. Adesso abbiamo cambiato il modulo e per me va bene anche cosi’. Qualsiasi ruolo e’ ben accetto, penso che piu’ sto vicino alla porta avversarie e meglio e'”. Cavani ripercorre la sfida di sabato contro i giallorossi, aggiungendo che e’ stata anche una vittoria del cuore. “Sapevamo tutti che era una gara difficile -ha detto ospite in diretta alla trasmissione “Tgs Studio Sport”-, che ci sarebbe
voluto tanto per vincerla. Noi abbiamo giocato e fatto come dovevamo e mi pare si sia visto il Palermo che tutti vogliono dopo quello dell’esordio di Udine un po’ in aria. Il modulo e’ cambiato, ma si sa che quando va via un allenatore ed arriva un altro si fanno cose diverse per cercare di migliorare. Colantuono e Ballardini sono due allenatori diversi, forse e’ cambiato il modo di giocare, ma non so se solo il modulo puo’ da solo cambiare la fisionomia di una squadra” ha aggiunto Cavani, che ha negato di essere stato ad un passo dal West Ham e di essere felice di aver scelto di rimanere al Palermo. Ed anche per questo e’ arrivata
l’esultanza con le mani nelle orecchie dopo la rete che ha messo al sicuro il risultato contro la squadra di Spalletti. “Volevo sentire bene il boato della nostra gente -ha spiegato-. E’ stato un modo di esultare, come tanti ce ne sono nei campi di calcio. Alla fine ho sentito la gente che mi ha voluto bene dal primo
momento in cui sono arrivato”. Entusiasta di Miccoli, a cui ruberebbe molta arte del mestiere (“Mi piacerebbe avere un po’ di tutte le sue qualita’”), l’uruguaiano perdona anche qualche fischio che ha accompagnato alcuni suoi errori in fase offensiva, soprattutto nella prima frazione di gioco. “A volte si sentono, anche se cerco di giocare e non sentire. Dispiace se il pubblico fischia, ma sono cose che ci stanno, con le quali occorre convivere, cercando di continuare e fare bene per far cambiare i fischi in applausi. Comunque -ha concluso – il gol mi ha dato una grande fiducia, per un attaccante il gol dopo la fiducia della squadra e della societa’ e’ la cosa piu’ importante”.

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15 Settembre 2008, 15:43

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