PALERMO – Oltre due tre ore di interrogatorio. L’onorevole Giuseppe Lombardo risponde alle domande del giudice per le indagini preliminari. Respinge l’accusa di corruzione legata all’assunzione di Domenica Spartà, consigliera comunale a Gravina di Catania.
Secondo la Procura, che ha ribadito la richiesta di arresti domiciliari, in cambio del posto di lavoro trimestrale il deputato del Mpa avrebbe favorito gli interessi di Mario Lupo e Luigi Zancla, presidenti di due onlus che si occupano di cure palliative. Lombardo faceva parte della commissione sanità.
“Sono state molte le domande rivolte all’onorevole Lombardo dal Gip e anche dai magistrati dell’ufficio di Procura – spiega l’avvocato Vincenzo Maiello che assiste l’onorevole assieme a Maria Licata -. L’onorevole Lombardo ha risposto sempre con grande ampiezza e profondità, e dunque il tempo è andato via.
Nella vicenda dell’assunzione entra in gioco un’altra indagata, Veruska Costanzo, dipendente della Sa.Mo. “Innanzi a una richiesta di risorse che proveniva dalla Costanzo per l’attività di presidio dell’assistenza -aggiunge il legale – passò la pratica al suo collaboratore di staff. Ci è stato chiesto se ci fu un intervento in Commissione Sanità per perorare la causa: abbiamo documentato che, nella seduta della Commissione Sanità in cui furono presentati, discussi e decisi gli emendamenti, Lombardo era assente. Relativamente quindi all’assunzione, in realtà non se ne è occupato, e la prova si trae dal fatto che egli non è mai intervenuto nelle occasioni della proroga”.
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Perché dunque Costanzo avrebbe più volte fatto il nome di Lombardo come il politico di riferimento che aveva preso a cuore la questione Sa.Mo? “Abbiamo messo in evidenza che ha riferito molte cose contrarie ai fatti, evidenziando la contraddizione di tantissime affermazioni. Siamo innanzi a un racconto, quello che emerge dalle intercettazioni, che per molti versi è inventato e frutto di fantasia. La Costanzo aveva interesse ad accreditarsi con i signori Zancla e Lupo. Naturalmente l’onorevole Lombardo ha potuto constatare tutto ciò con grande amarezza dalla lettura degli atti processuali. Egli conosceva la Costanzo come una militante politica, ed è rimasto deluso dallo scoprire che spendeva il suo nome”.
Familiari di Domenica Spartà hanno dei precedenti penali. Sul punto Maiello conlude: “Per quanto riguarda le parentele discutibili della consigliera comunale, queste riguardano le sorellastre (cioè le figlie del matrimonio di primo letto del padre). Con queste persone la Costanzo non ha rapporti da decenni. Il padre è libero da almeno vent’anni e l’onorevole Lombardo ha appreso dell’esistenza di questi precedenti solo dalla lettura di queste carte. Dopodiché, si tratta di un soggetto che è dipendente di una partecipata pubblica nel servizio, mi pare, di raccolta dei rifiuti”.




