PALERMO – Il sistema delle ‘mance’ per i territori cari ai deputati è duro da modificare. Lo conferma la bocciatura dell’emendamento del Movimento cinque stelle alla manovrina che prevedeva l’assegnazione dei fondi regionali per infrastrutture e opere pubbliche a tutti i 391 comuni siciliani in base alle fasce di popolazione.
La norma anti-mance del M5s
La proposta impallinata dalla commissione Bilancio prevedeva una ripartizione delle risorse in proporzione, con un minimo di 100mila euro ed un massimo di 350mila euro per tutti i 391 comuni dell’Isola. A proporla erano stati i deputati Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi per tutelare le comunità più piccole. Un emendamento che puntava a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su criteri oggettivi come la popolazione.
Cosa prevedeva la norma del M5s
Una norma ‘anti-mance’ che nelle intenzioni del Movimento cinque stelle avrebbe dovuto mettere la parola fine ai casi che hanno portato diversi squilibri tra i vari comuni nel recente passato. Sperequazioni generate dal sistema dei finanziamenti regionali diretti a specifici enti locali con il ‘santo in paradiso’, cioè il deputato di riferimento sul territorio, attraverso le leggi finanziarie, le leggi collegate e le variazioni di bilancio.
Varrica: “Riproporrò l’emendamento in aula”
“Senza criteri oggettivi – dice Varrica – ci saranno sempre figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e ancora una volta rischieranno di essere penalizzati quelli più piccoli e senza ‘santi in paradiso’. Di questo passo le mancette all’Ars non moriranno mai e si continuerà a fare clientele con i soldi pubblici piuttosto che gli interessi di tutti i siciliani”. Il deputato M5s poi aggiunge: “Il mio emendamento provava a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su precisi criteri oggettivi come la popolazione dei Comuni. Noi comunque non ci arrendiamo e ripresenteremo la proposta in Aula”.

Bocciata anche la norma sul caro-energia
Il Movimento cinque stelle lamenta anche la bocciatura del proprio emendamento che destinava cento milioni di euro all’anno per il prossimo triennio a famiglie e imprese per la lotta al caro-energia. Un intervento che, secondo la proposta dei pentastellati, sarebbe stato finanziato per il 50% dalle royalties che le compagnie versano alla Regione Siciliana per l’estrazione degli idrocarburi. La maggioranza ha detto ‘no’, anche perché sono in rampa di lancio altre misure analoghe da parte del governo. “Governo e maggioranza, da un lato, annunciano di voler sostenere le famiglie e le imprese colpite dal caro energia, dall’altro, nel segreto delle commissioni, bocciano un emendamento che andava in questa direzione”, osservano i parlamentari Angelo Cambiano e Nuccio Di Paola.
Ex Pip ed ex Keller, bocciato il full time
Tra gli scontenti di oggi non c’è soltanto il M5s. Fa rumore, infatti, anche la bocciatura dell’emendamento che prevedeva l’aumento del monte ore e il full time per i lavoratori ex Pip ed ex Keller che oggi lavorano nella Partecipata regionale Sas. La misura è un cavallo di battaglia della deputata di Noi moderati Marianna Caronia, che ha rotto con l’attuale maggioranza. La misura non è passata per un solo voto (7-6).
Caronia (Nm) su tutte le furie
“È indecoroso che si preferisca destinare le risorse pubbliche a micro interventi anche di natura territoriale, anziché pensare al precariato storico e a dare risposte concrete a migliaia di famiglie siciliane”, è lo sfogo della parlamentare. “Siamo di fronte a una totale inversione dell’ordine delle priorità e a una mancanza di rispetto inaccettabile nei confronti dei lavoratori”, aggiunge. Secondo Caronia “il voto della commissione è uno schiaffo a chi da anni attende la dignità del posto di lavoro”.
La deputata di Noi moderati scava un solco sempre più profondo con il resto del centrodestra: “Non intendo più partecipare ai lavori della commissione Bilancio e non andrò più ai vertici di maggioranza. Avevamo proposto una misura di buonsenso e giustizia sociale per dare finalmente un salario dignitoso a questi lavoratori, è intollerabile vedere queste legittime aspettative calpestate per privilegiare la spesa clientelare e micro interventi non prioritari”.

Cade anche la norma salva-Cas
La terza norma a cadere è invece quella cara a Sud chiama nord. I deputati deluchiani avevano proposto un intervento straordinario di 40 milioni di euro per salvare il Cas (Consorzio autostrade siciliane) e attuare il Piano di risanamento dell’ente. “Una mossa per ridurre l’esposizione debitoria pregressa e consentire la regolare prosecuzione delle attività istituzionali e della gestione della rete autostradale – dice il deputato Scn Giuseppe Lombardo -. Il governo ha scelto di dire no”. Il parere dell’Esecutivo ha quindi vincolato la maggioranza che ha bocciato l’emendamento.

Lombardo quindi si chiede: “Il governo ha deciso di far chiudere il Consorzio? Perché se si boccia una proposta finalizzata a sostenere il percorso individuato per rimetterlo in carreggiata, bisogna spiegare quale sia l’alternativa e quale futuro si immagini per il Cas”.
Le norme approvate, piccoli e grandi finanziamenti
Diverse, invece, le norme approvate dalla commissione, che continuerà i suoi lavori anche domani, mercoledì 30 settembre. Misure che non vengono indicate con il termine di ‘mance’ ma che comunque rappresentano piccoli interventi sui territori sponsorizzati dei deputati.
Due milioni al cimitero di Modica
È il caso del contributo da due milioni di euro per la messa in sicurezza delle cappelle appartenenti a circoli e confraternite nel cimitero di Modica (Ragusa). La misura è stata sostenuta da tutti i deputati ragusani e alla fine i vari emendamenti di Ignazio Abbate (Dc), Nello Dipasquale (Pd), Giorgio Assenza (FdI) e Stefania Campo (M5s) sono stati accorpati.
Cinquantamila euro per Comiso
Cinquantamila euro, invece, vanno a Comiso ‘Città della pace’. Il contributo è stato sponsorizzato da un emendamento bipartisan del capogruppo FdI Giorgio Assenza e del dem Nello Dipasquale.
Uno stipendio per il Garante dei detenuti
Un’altra norma sponsorizzata da Assenza istituisce un “trattamento economico” per il ruolo di Garante dei detenuti. Un incarico che, finora, era stato svolto “a titolo onorifico”, Sarà il presidente della Regione, con un proprio decreto, a stabilire lo stipendio del Garante.
Un milione di euro per l’Anno europeo dei Normanni
Il Pd porta a casa un milione di euro per finanziare le celebrazioni dell’Anno europeo dei Normanni nel 2027. Una proposta avanzata da Fabio Venezia e che guarda da vicino a quei territori con un percorso arabo-normanno dichiarato dall’Unesco ‘Patrimonio mondiale dell’umanità’.
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‘Sicilia Liberty’, arrivano 500mila euro
Il Movimento cinque stelle, infine, festeggia per l’istituzione del percorso ‘Sicilia Liberty’. Si tratta di un progetto sponsorizzato dalla deputata M5s Roberta Schillaci che punta a mettere in rete i luoghi e i beni legati all’Art Nouveau, al Liberty e al linguaggio eclettico presenti sul territorio regionale. Si punta a costruire un vero itinerario culturale e turistico capace di collegare Palermo e gli altri territori della Sicilia attraverso i luoghi simbolo di questa stagione artistica. L’impegno economico per il 2026 è di 500mila euro.

Stanziati, infine, due milioni di euro per i comuni che devono are fronte alle spese per l’assistenza alla Comunicazione (Asacom) e l’igiene personale in favore degli alunni disabili. Per le stesse finalità è stato approvato un emendamento, sempre a firma di Schillaci, a favore delle scuole di secondo livello. “Speriamo che con queste variazioni di bilancio si riesca a garantire la certezza della disponibilità dei fondi per servizi essenziali per tantissimi studenti che spesso sono costretti a rimanere a casa per la mancanza di supporti essenziali per loro tra i banchi di scuola”, commenta la deputata.




