Maran, applausi al suo Chievo: | “Col Palermo non era semplice”

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03 Aprile 2016, 18:11

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VERONA – Salvezza raggiunta e tre punti di autorità per il Chievo di Rolando Maran, che regola senza affanni un Palermo ridimensionato non solo nel risultato, ma anche nel gioco. Un Palermo che, per il tecnico del Chievo, non andava preso sotto gamba: “Oggi non era semplice. Il Palermo aveva grandi motivazioni e siamo stati bravi a superarli anche con sofferenza, oltre che qualità. Avevo chiesto una prova di maturità, una partita senza brutte sorprese, e questa prova è stata superata. Uno degli aspetti che mi rende più contento è vedere tanti che riescono ad essere protagonisti. Questo è sintomo che il nostro lavoro settimanale vede grande partecipazione e la domenica arrivano i buoni frutti”. Merito di una squadra concentrata, benché senza (apparenti) obiettivi di classifica: “I ragazzi riescono a sorprendermi per la loro voglia di fare risultato. Al di là dell’obiettivo raggiunto, questa squadra si permette di sognare e di mantenere stretta una posizione di classifica fantastica. Il mio record di punti è 56, credo però che il Chievo debba scrivere una pagina diversa. Sarebbe bello fare il campionato più importante degli ultimi anni, ma non dobbiamo porci alcun obiettivo”.

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L’unico momento in cui il Palermo è sembrato poter essere in partita, è stato a metà primo tempo, quando Gilardino ha pareggiato i conti. Fino all’intervallo i rosa se la sono giocata alla pari, un momento in cui Maran ha dimostrato di non gradire la prestazione dei suoi: “Nel primo tempo abbiamo abbassato i ritmi e non possiamo permettercelo. Noi dobbiamo spingere sempre per andare a segnare, la gestione del risultato non ci appartiene”. La classifica adesso vede il Chievo nella metà sinistra, un risultato straordinario che ha portato gli occhi di diverse squadre sui gioielli gialloblù, oltre che su Maran: “Dobbiamo essere felici di quel che stiamo facendo. Tutti stiamo facendo vedere le nostre qualità. Vale per i giocatori così come per l’allenatore e i direttori. Per me è normale che ci sia del gradimento, ma questo è perché si fa bene”.

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03 Aprile 2016, 18:11

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