Mollo tutto (nel mio piccolo)

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30 Marzo 2009, 08:00

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Basta, mollo tutto, nel mio piccolo. L’ho detto al mio direttore. O mi raddoppia lo stipendio, o mollo davvero. Sì, sì, mollo tutto. L’ho detto pure al mio gatto: non puoi ostinarti a mangiare i croccantini laminati in oro che ce li avete solo tu e il gatto (the cat) di Bill Gates. O mangi plebeo e mi fai risparmiare, oppure ti mollo. E, visto che c’ero, mi sono impaiato davanti perfino il padrone di casa. Ma che è ‘sta assurda pretesa di chiedermi soldi ogni mese, solo perché io vivo a casa sua. Basta, mollo anche lui. Insomma, dopo avere letto il famoso manuale scritto da Sabatini e Giacomino “Tutti possono essere Zamparini”, ho scelto di passare alle vie di fatto e di imitare il presidente. Naturalmente, proprio come il  mitico Zampa, non ho intenzione di piantare un bel niente, solo vorrei minacciare di mollare e lucrarci un po’, proprio utilizzando la sua tattica. Voglio ottenere un aumento, comprare croccantini meno costosi e non pagare la pigione. Ma allora perché, se la strategia è quella giusta, il mio direttore, il mio gatto e il mio padrone di casa stanno ballando, abbracciati, una vorticosa tarantella da mezzora? Devo avere sbagliato qualcosa, chissà nell’accento. O chissà, è come per gli uomini e i caporali di Totò. Se nasci Sabatini non puoi diventare Zamparini. Dilemma: meglio un giorno da Zamparini o uno da Sabatini? Va bene una soluzione intermedia alla Troisi, cinquanta da Giacomino e non se ne parli più.
Il quale Sabatini è ovviamente scosso per la testa di sarda che gli è stata recapitata a casa (vedi puntata precedente del Bar dello Sport). All’annunzio del messaggio ittico-intimidatorio, pare che abbia chiuso per ben due volte l’occhio destro, in due settimane. Per i suoi ritmi psicosomatici, un vero delirio ipercinetico. Si scherza e in fondo non è giusto criticare il direttore. Lui è soltanto un filino lento, di quel tanto che lo farebbe sembrare immobile perfino in un film di Sergio Leone (magari in “C’era una volta il West”, celebre pellicola in cui la scena iniziale dura tre mesi). Per esempio, al mercato di gennaio il grande direttore rosanero i suoi colpi li aveva piazzati. Aveva preso Dirceu, Garrincha e Valentino Mazzola. Che colpa ne ha lui se il tempo è stato appena un pizzichino più lesto? Sabatini ha i suoi problemi, poi. Lo sapete che la sigaretta che regge perennemente in bocca fu accesa nel gennaio del 1979? Purtroppo, il buon Walter non è ancora riuscito a finirla.
Drammi e problemi seri. E il mondo del calcio è sempre più insicuro. Ha fatto scalpore una notizia che viene dalla Romania: un arbitro è andato in campo con la pistola nei calzoncini per difendersi. Siccome gli arbitri sono a rischio anche in Italia, si è tenuta sull’argomento una riunione ai piani alti. E’ stato deciso di dare a ogni giacchetta nera una foto di Rino Foschi con gli occhi di fuori e i capelli imbizzarriti, scattata a piacere durante il culmine di una delle sessioni di mercato. Gli arbitri potranno esibirla in caso di aggressione. Non uccide. Paralizza.
Ps. Se volete bene al Palermo, non fate mai vedere la foto a  Sabatini.

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30 Marzo 2009, 08:00

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