Multisala nell’ex Coca Cola| Il Comune vince al Cga

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07 Agosto 2014, 18:32

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PALERMO – Anche il Cga dà ragione al comune di Palermo sulla vicenda della multisala nell’ex stabilimento della Coca Cola. I giudici amministrativi hanno infatti confermato l’orientamento del Tar e respinto il ricorso di alcuni cinema locali e dell’Anec palermitana (l’associazione dei cinema) contro il Suap del comune di Palermo.

La vicenda risale al 2012 quando alcuni cinema (tra cui l’Aurora e il Golden), mediante un accesso agli atti, scoprono che il Comune a inizio 2012 ha rilasciato alla Movieplex una concessione edilizia per trasformare lo stabilimento Sibeg di Partanna Mondello in un centro da 11 sale cinematografiche sotto il logo “Space cinema”. Concessione che viene impugnata davanti al Tar mentre Palazzo delle Aquile, dopo il parere negativo del Genio civile, decide di rilasciare nell’ottobre una concessione in variante (anche questa impugnata). I cinema locali contestano il non rispetto delle norme e la costruzione, e non la ristrutturazione, di un nuovo manufatto.

Ma il Tar rigetta tutto dal momento che nessuno dei ricorrenti sarebbe così vicino alla struttura da poterne essere danneggiato e per il principio della libera concorrenza. E così viene presentato un ricorso al Cga, con cui i legali chiedono che in secondo grado si entri nel merito della legge regionale che impone distanze precise tra un cinema e l’altro.

Il Cga, però, ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. “Nella fattispecie – si legge nella sentenza – si vedono contrapposti i titolari di imprese cinematografiche che, al fine di limitare l’entrata sul mercato di concorrenti, deducono irregolarità urbanistiche dei provvedimento concessori. In questa ottica ogni titolare diventerebbe una sorta di pubblico ministero, abilitato a vigilare sulla regolarità urbanistica dei titoli edilizi rilasciati ad altri imprenditori e potrebbe sottoporli a giudizio del Tar. Secondo la ricostruzione dei ricorrenti, l’Anec sarebbe abilitata dal proprio statuto a impugnare qualunque provvedimenti edilizio afferente alle case cinematografiche, ponendosi come una sorta di super controllore”. Secondo il collegio presieduto da Raffaele Maria De Lipsis, inoltre, la legge regionale del 2011 incentiva la concorrenza e non il contrario. Il Cga ha anche deciso il pagamento delle spese legali da parte dei ricorrenti.

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“Le sentenze si rispettano e così faccio – commenta Andrea Peria, presidente dell’Anec – direi però che la controparte è stata più fortunata perché è un fatto che il collega del cinema Aurora insieme al Metropolitan è a meno di un chilometro e che il lamentato abuso edilizio è sotto gli occhi di tutti, ma i giudici ritengono, per quanto non si condivide, che non dovevamo dirlo noi ma i vicini residenti”. “I giudici non fanno altro che confermare quanto detto dal Tar – dice il legale Sabina Raimondi – non entrano nel merito di quelli che noi denunciamo come abusi edilizi, ritengono che i ricorrenti non abbiano interesse ad agire, anche l’Aurora. Non possiamo che accettare, ma stiamo valutando di ricorrere alla Corte di Giustizia europea”.

Viene messa così per il momento la parola fine a una vicenda giudiziaria delicata che ha fatto scaturire anche un’indagine penale (tutt’ora in corso) ma che, dal punto di vista amministrativo, assolve in pieno il Suap e le Attività produttive guidate (all’epoca del ricorso) da pochi mesi da Maria Mandalà.

 

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07 Agosto 2014, 18:32

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