Lavoro e fondi per la Cig | Duemila in protesta

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15 Aprile 2013, 12:34

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PALERMO – “Ci siamo già mangiati il ‘compensato’, cosa ci resta adesso?”. Circa duemila lavoratori di Cgil, Cisl e Uil si sono dati appuntamento questa mattina davanti a Palazzo d’Orleans, a Palermo, per chiedere il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e la tutela per chi proviene dalla mobilità ordinaria, legge 223.  “E’ diventato ormai un rito – spiega Isella Calì, della segreteria provinciale della Cgil di Messina – moltissimi lavoratori sono troppo giovani per andare in pensione e allo stesso tempo troppo vecchi per trovare un nuovo lavoro: la situazione è disperata”.

Al centro della protesta il mancato adeguamento dei finanziamenti agli ammortizzatori sociali e il pagamento, mai effettuato, delle istanze relative al 2012 per oltre 6000 lavoratori in tutta l’isola: tutte situazioni che hanno creato un vuoto reddituale per migliaia di persone. Ed è al governatore Crocetta che i sindacati rivolgono l’invito a chiedere al governo nazionale di rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga.  “ Siamo qui per rivendicare il diritto a percepire ciò che ci spetta – continua Calì –. Ai bisogni della gente si risponde con il lavoro”.

Un lavoro che sembra diminuire in modo costante. “ Il nostro monte ore lavorativo – racconta Francesco Rubino della Fillea Cgil, di Siracusa – è passato da circa 1.700 ore annue a poco più di 600”. Il settore edile, forse più di altri, ha risentito della crisi economica soprattutto nel numero degli impiegati: “Abbiamo bisogno che vengano finanziati gli ammortizzatori in deroga – spiega Restilio Carmelo della Fillea Cgil di Catania – non siamo più in grado di sopravvivere, ma anche il futuro ci spaventa, molti di noi hanno più di 60 anni e ancora non possono sperare in una pensione”. Secondo i dati dell’organizzazione sindacale, dal 2008 a oggi sarebbero oltre 8000 i posti di lavoro persi nel settore edile della sola Catania.

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La Cisl, intanto, si dice preoccupata dei “devastanti effetti sociali della crisi che sta travolgendo il sistema produttivo siciliano”. Per Giorgio Tessitore, della segreteria regionale cislina, “a Palermo come a Roma partiti e governo sono distratti dalla cura dei loro interessi e sottovalutano l’emergenza sociale. Occorre riavviare lo sviluppo, rifinanziare gli ammortizzatori in deroga e prevedere tutele sia per i lavoratori dei settori produttivi che per quelli delle società partecipate in crisi”. Al momento la delegazione di Cgil Cisl e Uil attende d’essere ricevuta a Palazzo d’Orleans.

Non solo i problemi di chi non può accedere agli ammortizzatori sociali, oggi, in piazza. “Siamo circa 50 ex-lavoratori della Standa – Michele Recupero della Fisascat Cisl di Messina riporta gli umori dei suoi compagni di lavoro – ed è da novembre che non prendiamo stipendio. Ci hanno dimenticati, abbandonati e umiliati”. Una storia simile a quelli di molti altri lavoratori, che pur provenendo da parti diverse della Sicilia, raccontano di quello che sembra essere ormai un “deserto occupazionale”.

“Noi siamo qui – racconta un lavoratore agrigentino di 59 anni, rimasto senza lavoro e ancora troppo ‘giovane’ per la pensione – non solo per gli ammortizzatori sociali. Io voglio mangiare con il mio lavoro, mi stanno togliendo la dignità”.

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15 Aprile 2013, 12:34

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