“Non cedete a chi compie il male”

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03 Ottobre 2010, 14:24

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Ha esortato i siciliani a “non aver paura” della criminalità organizzata e delle difficoltà del presente, e a non cedere alla “rassegnazione”, tenendo a mente figure come don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993. E ha ammonito chi danneggia la società civile affermando con forza che “ci si deve vergognare del male” che offende Dio e l’uomo. Benedetto XVI, oggi a Palermo e per la prima volta in Sicilia dall’inizio del pontificato, ha celebrato messa al Foro Italico davanti a circa 200 mila persone, più del previsto, lanciando subito un messaggio di “forte incoraggiamento”. “A Palermo, come anche in tutta la Sicilia – ha detto papa Ratzinger parlando 17 anni dopo lo storico monito alla mafia di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi – non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell’incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale” e “a causa della criminalità organizzata”.

Oggi sono in mezzo a voi – ha detto – per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera. Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione”. Poi, parla della forza della fede, “una leva”, dice, che “muove molto più del proprio peso”, capace di rendere “possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realtà”. Una fede che ogni cristiano è tenuto a vivere chiedendo al Signore “che illumini tutta la vita”, e non “doni materiali” o “privilegi”. Cita il profeta Abacuc, il quale in una “situazione tremenda di violenza, d’iniquità e d’oppressione”, afferma che “soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede”. “L’empio, colui che non agisce secondo Dio – aggiunge Benedetto XVI – confida nel proprio potere, ma si appoggia su una realtà fragile e inconsistente, perciò si piegherà, è destinato a cadere”. “Il giusto, invece – ha aggiunto – confida in una realtà nascosta ma solida, confida in Dio e per questo avrà la vita”. Perciò, di fronte alla violenza, i cristiani non devono rassegnarsi ma allo stesso tempo devono essere “umili” non cessando mai di operare per il bene. “Quando incontrate l’opposizione del mondo – ha detto il Papa – non vergognatevi di dare testimonianza al Signore” mentre “ci si deve vergognare del male che si arreca alla comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce”. “Popolo di Sicilia – ha concluso – guarda con speranza al tuo futuro”, guardando ai tanti santi e sante dell’isola, e anche a “laici e sacerdoti a voi ben noti”, come don Pino Puglisi”. Il pontefice era giunto a Palermo poco dopo le 9, accolto a nome del governo non da Gianni Letta come di consueto ma dal presidente del Senato, Schifani e dal ministro della Giustizia Alfano. Dopo un pranzo con i vescovi, incontrerà il clero in cattedrale e stasera incontrerà i giovani in piazza Politeama.

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Fonte Ansa

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03 Ottobre 2010, 14:24

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