Non erano mercenari, ma “contractor”|Assoluzione per Stefio e Spinelli

di

16 Luglio 2010, 20:07

2 min di lettura

Da oggi bisogna chiamarli ‘contractor’ (in inglese coloro che, per contratto, svolgono particolari compiti, in ogni ambito di lavoro). E non più mercenari. E’ la conseguenza dell’assoluzione dall’accusa di arruolamento non autorizzato al servizio di uno Stato estero (art.288 codice penale) decisa dalla corte d’Assise di Bari per Salvatore Stefio e Giampiero Spinelli. Il pm, Manfredi Dini Ciacci, aveva chiesto per entrambi la condanna al minimo della pena edittale, quattro anni. Stefio e Spinelli, assolti con formula piena (il fatto non sussiste), erano accusati di aver reclutato Dridri Forese, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi per organizzare in Iraq servizi di scorta e di vigilanza. Nel 2004 Stefio, Agliana, Cupertino e Quattrocchi furono rapiti. La prigionia per i primi tre durò 56 giorni; Quattrocchi fu barbaramente ucciso. Il video dell’esecuzione fu choccante. Le sue ultime parole ”Vi faccio vedere come muore un italiano” gli valsero il conferimento della medaglia d’oro al valor civile da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. ”L’unico dato positivo di questo processo – commenta il legale di Stefio, Antonello Patanè – è che, d’ora in poi, queste persone non potranno più essere chiamate mercenari. Questo processo – aggiunge – non si sarebbe dovuto svolgere affatto. E’ la prima volta in Italia, almeno da quando e’ una Repubblica, che si celebra un processo per questo reato. E penso che sia anche l’ultima. Un caso simile si è verificato solo nel ’39 a proposito dell’arruolamento degli italiani in Spagna, ma era tutta un’altra storia”. La difesa ha puntato molto su testimonianze, rivelatesi fondamentali, rese in dibattimento, tra gli altri, dall’attuale e dall’ex ministro degli Esteri (Franco Frattini e Massimo D’Alema) e dall’ex ministro della Difesa Antonio Martino. Il governo italiano – dissero – era a conoscenza dell’esistenza in Iraq di società di ‘contractor’, che si avvalevano della collaborazione anche di cittadini italiani. Per lo più . precisò Frattini – svolgevano ”servizi di protezione personale e di sicurezza privata in favore di manager di societa’ di telecomunicazioni americane”. ”Questa sentenza – polemizza il difensore di Spinelli, Francesco Maria Colonna – rivela l’ipocrisia della nostra nazione a differenza degli altri Paesi che avevano partecipato all’intervento di democratizzazione dell’Iraq”. ”E’ stato ribaltato, finalmente – conclude il legale – il modo di pensare l’attivita’ dei ‘contractor’, che sono quella parte organizzata volta a consentire la ricostruzione dell’Iraq come di tutti quegli altri Paesi che vertono nelle stesse condizioni sociali, politiche ed economiche”.

Articoli Correlati

Pubblicato il

16 Luglio 2010, 20:07

Condividi sui social