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Obbligo vaccinale al lavoro? Ichino: “Ci sono le norme per imporlo”

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23 Luglio 2021, 10:13

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ROMA – “Credo proprio che Confindustria abbia ragione: condizionare l’accesso in azienda all’avvenuta vaccinazione, oggi che il vaccino è disponibile per tutti, è una misura sicuramente efficace e ragionevolissima”. A dirlo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, è il giuslavorista Pietro Ichino.

“A ben vedere – osserva Ichino – proprio per questo gli imprenditori potrebbero già adottarla di loro iniziativa in forza dell’articolo 2087 del Codice civile che obbliga il datore di lavoro a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro” Interpellato riguardo all’articolo 32 della Costituzione sulla libertà di scelta per i trattamenti medico-sanitari, Ichino sottolinea: “La stessa norma costituzionale ha come primo oggetto la protezione della sicurezza e della salute di tutti. Libero dunque ogni cittadino di non vaccinarsi, finché una legge non prevede questo obbligo; ma non di mettere a rischio la salute degli altri. E dunque è libero anche ogni imprenditore – aggiunge – dove la vaccinazione costituisca la misura più efficace per la tutela dei propri dipendenti, di richiederla in forza della norma che ho appena citato”.

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Cosa rischia il lavoratore che si rifiuta di vaccinarsi o di presentare il green pass? Secondo il professore “il decreto-legge n. 44/2021, che già dispone l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale medico-sanitario, prevede che i renitenti possano essere spostati a mansioni che non comportino il contatto con altri dipendenti o pazienti, oppure la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Esattamente come per il guidatore di auto o camion a cui sia stata sospesa la patente di guida”. 

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23 Luglio 2021, 10:13

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