Omicidio Calcagno, il killer |Indagini su movente e mandanti

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08 Settembre 2017, 17:19

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CATANIA – Si scava nella vita di Luigi Cassaro, il 49enne accusato di aver freddato la mattina del 23 agosto Francesco Calcagno nel suo podere di contrada Nunziata a Palagonia. Tradito da una soffiata arrivata alla stazione dei Carabinieri di Riesi, nel nisseno, e dalle comparazioni del Dna. Quel cappellino dimenticato nella scena del crimine è infatti costato caro al licatese: l’unico profilo genetico analizzato dai Ris di Messina è perfettamente coincidente con quello del campione salivare di Cassaro.

Luigi Cassaro non ha un profilo criminale di spessore.  I primi guai giudiziari arrivano nel 2005. Finisce tra gli arrestati dell’operazione Sciacallo per un giro di usura. Nessun contestazione di associazione mafiosa. Ma i nomi dei coinvolti portano ai piani alti della criminalità organizzata di Licata e precisamente al clan mafioso Greco Alabiso (anche se oggi i vertici sono occupati da altri nomi). All’epoca Cassaro è considerato quello che “sbrigava le faccende” della vedova del boss storico Paolo Greco. Nel 2011 invece è pizzicato per detenzione di armi. I poliziotti lo trovano in possesso due pistole: una Beretta 7,65 e una Carl Walther calibro 9.

Individuato il killer adesso c’è da ricostruire la catena che da Licata ha portato Cassaro a Palagonia. Il sicario potrebbe essere stato contattato da criminali locali che avrebbero preso accordi con i boss palagonesi. Su questo fronte stanno lavorando – in sinergia con gli inquirenti calatini – gli investigatori agrigentini.

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Una delle piste che si continua a battere è quella del regolamento di conti. La vittima, Francesco Calcagno, è il protagonista dello scontro a fuoco avvenuto l’ottobre scorso in un bar del centro di Palagonia in cui ha perso la vita Marco Leonardo, detto Il Vichingo. Il nome del politico si trova in diversi faldoni di inchieste che hanno per protagonisti nomi di spicco della criminalità organizzata di Palagonia. Cassaro potrebbe essere stato “assoldato” per eliminare l’assassino del Vichingo. Ma questa resta un’ipotesi. Una tra le tante su cui i carabinieri sotto il coordinamento della Procura di Caltagirone stanno lavorando.

L’andamento delle indagini è anche legato alle scelte dell’indagato. Se l’arrestato decidesse di vuotare il sacco, il secondo filone dell’inchiesta potrebbe imboccare fin da subito una direzione precisa. Cassaro, finito in carcere, è in attesa della convalida del fermo da parte del Gip.

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08 Settembre 2017, 17:19

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