Cronaca

Pacchia reddito di cittadinanza| Rifiutare il lavoro, i dati choc

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04 Luglio 2020, 06:14

3 min di lettura

CATANIA – Ottenere a fine mese un importo senza muovere un dito, rifiutare proposte di lavoro scegliendo di restare, comodamente, sul divano. E, addirittura, potersi permettere di non rispondere, neanche, alle telefonate dei navigator, i professionisti reclutati per fare incontrare domanda e offerta di lavoro. Lavoro che scarseggia in Sicilia, ma quando c’è, i fruitori del reddito di cittadinanza lo rifiutano.

L’analisi

LiveSicilia ha potuto analizzare i dati, ufficiali, sull’operato dei 427 navigator siciliani, che mostrano uno spaccato impietoso di quello che è accaduto smentendo un primo luogo comune: il fatto che i navigator non lavorino. In Sicilia, coordinati da Patrizia Caudullo – nonostante adesso la gente si lamenti davanti ai centri per l’impiego chiusi – in smartworking in tempo di Covid, hanno letteralmente tallonato i percettori del reddito fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, un importo nato per aiutare chi ha di bisogno e chi, realmente, vorrebbe lavorare, creando percorsi di formazione e di orientamento.

I percettori

In Sicilia risultano, dal database dei navigator, stipulati 73.235 patti di servizio, cioè l’impegno ad accettare un lavoro nel caso dovesse essere trovato, scegliendo almeno una proposta su tre. I patti sono stati stipulati tutti prima del Covid, quindi entro il mese di febbraio e sono stati necessari alcuni mesi perché i centri dell’Impiego trasferissero i database con i nominativi ai navigator.

Convocazioni ed sms

Durante il lockdown imposto dalla pandemia, i navigator hanno convocato, mensilmente, decine di migliaia di persone, esattamente 28.938 a marzo, 22.254 ad aprile e 13.503 a maggio, un dato che si accosta molto a quello degli sms inviati, 25.759 a marzo, 22.999 ad aprile, 15.612 a maggio.

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Le telefonate

Chiaramente, in tempo di Covid, la presa in carico non poteva avvenire di presenza, un ruolo importante, infatti, lo avevano le telefonate. In questo i navigator, avevano un’arma in più: erano forniti di sim telefonica e di tablet. Quindi si trovavano in una condizione decisamente migliore dei dipendenti dei centri per l’impiego. Le telefonate, dicevamo, risulta che ben 3.075 fruitori del reddito di cittadinanza non abbiano risposto alle chiamate dei navigator. Non hanno alzato la cornetta.

I fantasmi

Tra gennaio e maggio, dopo la stipula del patto di servizio, si sono persi 20mila fruitori del reddito di cittadinanza. Non nel senso che non abbiano incassato i soldi, ma nel senso che, per loro, non è iniziata la fase 2, cioè quella dell’avviamento al lavoro. Potrebbero essere “presi in carico” successivamente, ma se a gennaio erano 73.235 i patti stipulati, a maggio sono 51.804 i fuitori presi in carico. Un dato non di poco conto, che coincide con i piani personalizzati attivati, 51.645. Questo è un altro compito dei navigator, trasformare persone difficilmente collocabili nel mondo del lavoro, in aspiranti lavoratori, in grado di mandare un curriculum e di scegliere un contesto nel quale lavorare. Un prerequisito, per poter accettare, qualora dovesse esserci, una proposta.

Le proposte

Il primo dato choc, dopo i 20mila “fantasmi” del reddito di cittadinanza, è rappresentato dai beneficiari che hanno accettato “proposte di politiche attive”, cioè la possibilità di fare qualcosa: sono 940 su 51.804 presi in carico dai navigator, il 2%.

Posti di lavoro

I navigator, basandosi su database nazionale, hanno scovato diverse “vacancies”, cioè possibili posti di lavoro, che hanno proposto ai beneficiari del reddito di cittadinanza. I dati sono impietosi, la proposta è stata fata a 12.942 fruitori, l’esito positivo è stato di 1.118. Cosa vuol dire esito positivo? La possibilità che il lavoro proposto coincida con le aspettative e capacità della persona. I navigator, dopo aver preso in carico i beneficiari del reddito, sapevano vita, morte e miracoli di ciascuno. Nel momento in cui è stata fatta la proposta di lavoro solo un elemento può aver favorito questo dato così basso: il rifiuto. E stare sul divano può avere i suoi vantaggi, soprattutto se a fine mese la carta viene ricaricata. Nove proposte su 10 sono state rifiutate da altrettanti fruitori dell’importo mensile. Se non è pacchia questa!

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04 Luglio 2020, 06:14

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