La A20 senza le colonnine Sos |Almeno sei mesi per ripararle

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27 Aprile 2015, 18:48

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PALERMO – Per le strade siciliane non è certo un momento particolarmente felice. Non ci sono solo i noti disagi legati alla chiusura del viadotto Himera che ha spezzato in due l’autostrada Palermo-Catania. Anche la A20 Palermo-Messina ha i suoi problemi. Un’intera autostrada, infatti, è priva di colonnine di emergenza in funzione. I dispositivi sono tutti fuori uso. Sono lì al loro posto, ma coperti da teli di plastica blu. Un disservizio al quale il Consorzio per le Autostrade Siciliane sta, però, cercando di correre ai ripari.

“La procedura di sostituzione delle colonnine è in fase di definizione sia da un punto di vista tecnologico sia dal punto di vista della spesa, con un impegno di otto milioni – fanno sapere dal CAS – L’iter è alle ultime battute e quanto prima sarà definita la gara d’appalto. Sulla A20 le colonnine di emergenza potrebbero tornare a funzionare entro i prossimi 6/9 mesi. Nel frattempo stiamo cercando di limitare i disagi con un pattugliamento continuo dell’autostrada da parte degli ausiliari dell’ufficio di sicurezza e assistenza al traffico – aggiungono -. In ogni caso, per eventuali richieste di soccorso, è possibile chiamare il nostro centralino, che è operativo 24 ore su 24”.

Colonnine SOS che nelle autostrade, per legge, non possono mancare. “Dopo il periodo del commissariamento, adesso siamo in fase di rilancio – spiegano dal CAS –. E con il Ministero dei Trasporti abbiamo periodiche riunioni di verifica sulla A20. La prossima lacuna da colmare saranno proprio le colonnine di emergenza. I tempi – concludono – non possono essere più celeri di così. Siamo un ente pubblico, non una società per azioni e non possiamo, quindi, procedere ad assegnazioni dirette”.

E a proposito della A20, la galleria Calavà tra gli svincoli di Brolo e Patti resterà chiusa fino a fine mese. Nelle scorse settimane, un camion aveva preso fuoco all’interno del tunnel in territorio di Gioiosa Marea. La chiusura si è resa necessaria per la verifica di eventuali danni causati dall’episodio.

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Ma sul piano della viabilità, il fronte caldo resta sempre la Palermo-Catania. E nella settimana in cui l’Anas dovrebbe presentare il progetto per la bretella provvisoria sulla A19, il dibattito seguito al crollo del viadotto Himera non si placa. Proprio in relazione ai disagi causati dal cedimento dello scorso 10 aprile, il deputato regionale Salvatore Cordaro ha chiesto al governo “lo stop temporaneo dei pedaggi autostradali, nelle more della realizzazione di percorsi alternativi di collegamento”. Una misura che permetterebbe, secondo il parlamentare, di ammortizzare i disagi causati dall’allungamento dei percorsi e dal conseguente aumento dei costi per gli autotrasportatori, costretti a raggiungere Catania via Messina, attraversando quindi autostrade a pagamento. “In questa particolare situazione – scrive in una interrogazione il deputato di Cantiere Popolare – il pagamento del pedaggio autostradale rappresenta un odioso balzello sia per gli autotrasportatori che per gli automobilisti, anch’essi vessati dalla difficoltà del percorso e dai costi di viaggio”.

Al governo della Regione si è rivolta anche la Cgil Sicilia, che oggi ha riunito il direttivo a Caltavuturo. Il sindacato ha chiesto a Crocetta di “riconoscere lo stato di crisi delle aree e dei settori economici che stanno subendo ripercussioni negative” che derivano dall’interruzione sulla A19. “Il blocco autostradale – ha spiegato Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia – costerà molto ai cittadini, ai pendolari e inciderà negativamente sul commercio e sul turismo”. Una ricaduta sulle tasche degli automobilisti per circa 18 milioni, secondo il sindacato, che ha chiesto al governo Crocetta un impegno per la conclusione di un accordo quadro con l’esecutivo nazionale ed un’opera di prevenzione sulle infrastrutture e sul territorio dell’Isola.

Ha rincarato la dose la Cgil Palermo. “In tutta la provincia solo due strade sono chiuse per opere di ammodernamento. Ampi tratti di altre 17 strade provinciali, dissestate, sono chiusi per pubblica incolumità – è la denuncia del segretario Enzo Campo – Strade come mulattiere, perché l’abolizione delle province ha cancellato le risorse per gestire 2.300 km di viabilità secondaria, ridotta in condizioni catastrofiche e dove non interviene più nessuno”.

Si è, intanto, mobilitato con una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il gruppo “Adesso Basta”, che si è costituito su Facebook subito dopo la chiusura del viadotto Himera, e che conta quasi 22 mila iscritti. Una raccolta firme è stata lanciata nelle scorse ore per chiedere al Capo dello Stato “un autorevole intervento, un sostegno qualificato ed una vigilanza attenta” sull’iter di ricostruzione del viadotto. Gruppo che ha anche avviato una class action per mettere a conoscenza dei fatti il Mediatore europeo, presentare diffida alle autorità competenti e vagliare la costituzione di parte civile nel procedimento penale con richiesta di risarcimento del danno ad personam.

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27 Aprile 2015, 18:48

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