C'è il funerale di un pregiudicato, salta il mercato rionale allo Zen

Palermo, salta il mercato allo Zen per il funerale di un pregiudicato

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Il caso sollevato da Ismaele La Vardera e dai consiglieri di Oso Forello e Argiroffi
VIA LUIGI EINAUDI
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3 min di lettura

PALERMO – C’è il funerale di un pregiudicato, salta il mercato rionale allo Zen. Agli ambulanti sarebbe stato impedito di lavorare. “Giovedì si terranno i funerali di mio padre, mi scuso con le persone del mercato ma essendo che era molto amato non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti”, ha scritto su Facebook, la figlia di Carmelo Barone. Aveva 65 anni ed è morto per una malattia incurabile.

In effetti stamani il mercato non è stato allestito in via Luigi Einaudi allo Zen. Durissima la nota di Ismaele La Vardera, Giulia Argiroffi e Ugo Forello: “Allo Zen, mercato rionale fermo con metodi mafiosi, per consentire i funerali di un soggetto vicino ad ambienti criminali. Le istituzioni vadano nel quartiere a ristabilire l’ordine”.

“È successo qualcosa di incredibile”

“È successo qualcosa di incredibile, la famiglia di un soggetto già imputato per gravi reati nell’operazione ‘Bivio’, ha scritto sui social che oggi non si sarebbero tenuti i mercati e di fare arrivare il messaggio a tutti. Un’imposizione con metodo mafioso – aggiungono il deputato regionale e i due consiglieri comunali di Palermo – che si è poi configurata nell’effettivo divieto ai commercianti di montare i propri gazebo per il mercato. Siamo vicini a quei commercianti e non possiamo stare zitti. La vicenda sta accadendo proprio questa mattina e per questa ragione chiediamo che le istituzioni intervengano immediatamente. Nessuno può sostituirsi allo Stato ed è assurdo come, ancora oggi, lavorare in certi quartieri siano così difficile per i commercianti perbene”.

I precedenti di Barone

Carmelo Barone aveva precedenti per furto e rapine. Una buona fetta della sua vita l’ha trascorsa in carcere. Era stato pure arrestato, e poi scarcerato, per una sparatoria avvenuta nel 2020 allo Zen.

Ci fu un conflitto a fuoco fra due componenti della famiglia Barone e i fratelli Letterio e Pietro Maranzano. Solo per un caso non ci furono morti. La sparatoria avvenne fra le vie Ludovico Bianchini e Luigi Einaudi, la stessa zona dove oggi avrebbe dovuto svolgersi il tradizionale mercato rionale. Alla fine Barone fu condannato per il porto abusivo dell’arma, ma non per tentato omicidio. Nel corso del processo venne fuori che era stato il gruppo dei Maranzano a sparare.

Resta da capire se il mancato allestimento del mercatino sia stata una imposizione a tappeto oppure una parte degli ambulanti ha scelto di non lavorare in segno di vicinanza ai familiari del defunto. Di sicuro alcuni giovani sugli scooter si sono avvicinati ai mercatari e con fare minaccioso hanno detto che oggi non si doveva lavorare. Decine di persone hanno assistito ai funerali, con la bara portata a spalla, i palloncini e i fuochi d’artificio.

Forzinetti: “Ferma condanna per quanto accaduto”

“Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto oggi al mercatino rionale dello Zen, dove gli operatori economici sono stati costretti a non svolgere la propria attività, con gravissime ripercussioni economiche e sociali per decine di famiglie che vivono quotidianamente del proprio lavoro – ha detto l’assessore comunale alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti -“.

“A seguito delle segnalazioni emerse, mi sono recato personalmente sul posto per riscontrare direttamente quanto segnalato. Il quadro emerso – aggiunge – appare estremamente grave e preoccupante e non può essere sottovalutato. Per tale ragione, d’intesa con il sindaco, provvederemo a trasmettere una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto, verificando eventuali responsabilità e accertando ogni circostanza che abbia impedito il regolare svolgimento del mercato. Nessuno – sottolinea l’assessore – può pensare di ostacolare, intimidire o condizionare il libero esercizio dell’attività economica in un quartiere che ha bisogno, al contrario, di legalità, lavoro, presenza delle istituzioni e opportunità di sviluppo. Siamo vicini agli operatori commerciali coinvolti e alle loro famiglie”.


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