Palermo, corruzione nella sanità: indagato aveva 1,5 milioni a casa

L’uomo d’oro della “corruzione nella sanità” in casa aveva 1,5 milioni

La cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe Nicoletti

PALERMO – Ovunque i poliziotti mettessero gli occhi c’erano soldi. Tantissimi soldi. Il conteggio non è ancora definitivo, ma si attesta sul milione e mezzo di euro. Una cifra monstre quella trovata e sequestrata a casa del palermitano Giuseppe Nicoletti, 64 anni. A giudicare dalla somma è l‘uomo d’oro dell’inchiesta per corruzione nella sanità. La Procura di Palermo chiede di mandarlo in carcere, a differenza degli altri cinque indagati per cui sono stati chiesti gli arresti domiciliari.

Ufficialmente è un commerciante di tendaggi, ma è diventato uno tra i più noti faccendieri della città quando ci sono pratiche di pensioni di invalidità da fare approvare. Secondo la Procura di Palermo, Nicoletti avrebbe “ideato e realizzato un sistema nel quale gode della disponibilità di diversi medici che, dietro retribuzione di somme di denaro, non si creano problemi a rilasciargli le false certificazioni delle quali Nicoletti fa richiesta e utilizzate, da quest’ultimo, per favorire il riconoscimento di assegni/pensioni di invalidità civile in favore dei suoi clienti”.

Corruzione nella sanità, come è nata l’inchiesta

Finora i riflettori dei poliziotti della squadra mobile si sono concentrati su una quindicina di pratiche, ma il giro è molto più ampio. Gli investigatori si sono imbattuti nella sua figura mentre indagavano su Francesco Cerrito, arrestato ad ottobre dell’anno scorso quando dirigeva ancora il Dipartimento socio-sanitario dell’Asp di Palermo e dell’Unità operativa complessa integrazione socio-sanitaria. L’inchiesta è la stessa che ha coinvolto Mario Lupo, allora presidente di Samot, bloccato mentre consegnava a Cerrito duemila euro dentro una bomboniera appena fuori il suo ufficio, in via Gaetano La Loggia. Il dirigente sanitario ha confessato.

I pm gli hanno chiesto se avesse ricevuto soldi anche da Nicoletti e la confermaha aperto un nuovo squarcio investigativo che ha finito per coinvolgere il medico dell’Asp Leonardi Gaziano, il fisiatra Gismondo Brunetto dell’Enrico Albanese” e la neuropsicologa Sonia Alcamisi che ha avuto una collaborazione, scaduta nel 2025, con il Bucheri La Ferla.

Ampio giro di pratiche

Le pratiche sospette nulla c’entrano con quelle che passavano da Cerrito, dunque l‘inchiesta sulla sanità è destinata ad allagarsi. Intercettato dai poliziotti della squadra mobile mentre parlava con i clienti Nicoletti fissava gli accordi: una volta incassata la pensione invalidità e gli arretrati si divideva al 50 per cento. A giudicare dalla cifra monstre che gli hanno trovato a casa gli affari andavano a gonfie vele.


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