“Sprecati 35mila litri d’acqua” | Il caso alla scuola Marabitti

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14 Luglio 2019, 16:37

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PALERMO – “Non solo sprecare tutta quest’acqua è un peccato, ma è anche illegale. Non bastava organizzarsi prima?”. Maurizio Artale denuncia un episodio di presunto spreco d’acqua che avrebbe avuto conseguenze per l’erario, avvenuto al plesso ‘Ignazio Marabitti’ di via Nicolò Spedalieri, nella zona di via Don Orione. La scuola fa parte dell’Istituto comprensivo ‘Karol Wojtyla’. Artale è un dipendente del Comune di Palermo che alla scuola elementare ‘Marabitti’ fornisce servizi agli alunni con disabilità. Gli avvenimenti l’hanno spinto a presentare un esposto alla polizia.

Il racconto della versione di Artale inizia il 25 giugno scorso, quando i collaboratori scolastici gli comunicano che stanno aprendo tutti i rubinetti dei bagni dei tre piani del plesso, su segnalazione della segreteria, per sversare l’acqua nella fognatura. “Si doveva procedere alla pulizia della cisterna”, spiega Artale. “Oltre a creare un danno all’erario per lo spreco d’acqua e di energia elettrica dell’autoclave – continua – c’era un aspetto ancora più importante, secondo me era l’aspetto morale. C’è gente che non ha l’acqua a casa, famiglie che sono costrette ad approvvigionarsi alle poche fontane pubbliche rimaste. Che senso ha spiegare ai bambini che quando si lavano i denti bisogna chiudere il rubinetto, se poi la scuola sversa 35 mila litri d’acqua potabile nella fognatura? Mi è stato risposto che era un obbligo, visto che ogni due anni dev’essere fatta la pulizia della vasca”.

Seguono ore movimentate e un continuo botta e risposta tra il personale della scuola e Artale, finché a quest’ultimo non viene consigliato dal centralino del 113 di presentare un esposto dell’accaduto. “A questo punto i collaboratori scolastici hanno chiuso i rubinetti dicendomi che per dignità non si sentivano di sversare tutta quell’acqua nella fognatura”, dice Artale. Una quiete che sarebbe durata meno di un giorno, perché il 26 giugno la dirigenza scolastica avrebbe dato nuovamente l’ordine di aprire i rubinetti per lo svuotamento della cisterna. “Dalle ore 09,20 circa sino alle ore 13,45, quando sono andato via dal plesso Marabitti per fine servizio, i rubinetti sono rimasti aperti – afferma Artale – sversando acqua e consumando energia elettrica, oltre al surriscaldamento delle pompe dell’autoclave che sono rimaste attive per più di quattro ore. Avrebbero potuto aprire il rubinetto di scarico vasca risparmiando almeno l’energia elettrica”.

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Dopo la pulizia da parte della ditta incaricata, la scuola sarebbe anche rimasta aperta nonostante la cisterna fosse a secco. Artale informa la polizia municipale dell’accaduto e gli viene consigliato di far presenti i fatti osservati in sede legale, agendo nei confronti della dirigenza “perché non poteva tenere la scuola aperta se non c’era acqua”. “Mi sembra opportuno quantomeno che i fatti da me segnalati vengano accertati – commenta Artale –. Penso sia il minimo che vengano individuati eventuali responsabili, dato il danno economico e uno spreco del genere, in un momento in cui ci sono zone della Sicilia completamente a secco”.

Taglia corto la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Wojtyla, Anna Maria Catalano: “Non ho letto l’esposto del signor Artale e non ero presente, in quanto al ‘Wojtyla’ non sono dirigente titolare ma reggente. Come ogni anno e in ottemperanza a leggi precise dello Stato – prosegue – abbiamo individuato una ditta e calendarizzato una giornata per la pulizia e la disinfestazione; semplicemente, arrivati a quella giornata c’era ancora un minimo residuo d’acqua nella cisterna ed è stato svuotato. Il signor Artale ritiene fosse piena? Io invece sostengo di no, e ritengo sia impossibile che lui abbia potuto misurarla con quella precisione. È chiaro che tutti siamo d’accordo sul fatto che sprecare l’acqua è un peccato, lo è anche per quel residuo minimo che è stato svuotato, ma ribadisco che si trattava solo di un residuo e non di un’intera cisterna”.

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14 Luglio 2019, 16:37

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