PALERMO – C’è una parola che attira l’attenzione ed è “direttore”. La pronunciavano due indagati dell’ennesimo scandalo nella sanità palermitana. Merita attenzione non solo perché è facile ipotizzare che si tratti di un pezzo grosso, ma anche perché la sua identità non è stata svelata.
L’inchiesta è quella per cui la Procura di Palermo chiede di arrestare sei persone. Fra queste ci sono Leonardo Gaziano, medico dell’Asp, e Massimiliano Contino, amministratore di una srl che vende presidi sanitari con sedi a Palermo, nella zona di Tommaso Natale, e a Trapani. Gaziano avrebbe spinto i suoi prodotti in cambio di tangenti.
Sanità “corrotta”. i regali per il “direttore”
Di Contino facevano il nome Gaziano e un altro imprenditore che rischia di finire ai domiciliari, Biagio Mendolia. Lo indicavano come uno abituato ad elargire regali al “direttore”. Era stato Gaziano a presentarglielo durante un pranzo al ristorante. Mentre si recavano nel locale il medico suggeriva a Mendolia di comportarsi alla stessa maniera: “… ho visto che Contino gli regalò i gamberoni, cose…, ogni tanto piglia e gli fa un regalo”.
“Che regalo gli devo fare”, chiedeva Mendolia. E Gaziano rispondeva:“… al direttore… ogni tanto gli porti la cesta, un vitello, non lo so, un agnello te lo fai scannare da qualcuno… glielo dici a qualcuno a Barrafranca, dici: un capretto, pigli e glielo porti. Un poco d’olio, un poco di vino. Capito? Ogni tanto gli fai avere una cesta di vino, capito? Gli fai ogni tanto un regalo”.
L’incontro al ristorante
“Il prosieguo dell’intercettazione ha permesso di captare l’arrivo dei due al ristorante e le presentazioni con il direttore”, annotano i poliziotti della squadra mobile. Mendolia pagò il conto per tutti dopo avere controllato se avesse soldi a sufficienza. “Ce la fai. Sarà 50 euro a persona”, disse Gaziano.
I poliziotti stanno facendo lo screening dei contatti di tutti gli indagati, compreso il faccendiere Giuseppe Nicoletti nella cui abitazione sono stati trovati 1,3 milioni di euro. Ci sono diversi numeri, alcuni dei quali potrebbero aprire nuovi filoni investigativi nella sanità pubblica. In ballo non c’è solo la questione del “direttore”.
Nel frattempo si attende la fine del giro di interrogatori preventivi per capire se il giudice per le indagini preliminari accoglierà o meno la richiesta di arresto della Procura.

