PALERMO – La lite sul treno Sicilia Express tra il vice presidente di Italia viva Davide Faraone e l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Aricò porta nuvole di pioggia sulla giunta comunale di Palermo. A Fratelli d’Italia non è andato giù il confronto a muso duro tra il renziano e Aricò sul treno organizzato dalla Regione per dare agli studenti siciliani la possibilità di trascorrere la Pasqua nell’isola pagando un biglietto a costi contenuti.
Fratelli d’Italia contro i renziani al Comune di Palermo
Il duello, andato in scena alla stazione di Palermo davanti ai giornalisti, ha riacceso le ostilità tra Fratelli d’Italia e i renziani che al momento coabitano sotto allo stesso tetto alla guida del Comune di Palermo con l’Amministrazione Lagalla. Ed è proprio al sindaco che si rivolge ora il capogruppo dei meloniani al Comune, Giuseppe Milazzo, che chiede senza mezzi termini la “cacciata” dei renziani dalla Giunta.
Sicilia Express, la lite Faraone-Aricò alla stazione
Faraone si trovava alla stazione di Palermo per una manifestazione promossa dai giovani di Futura, organizzazione giovanile di Italia viva Casa riformista Sicilia, che hanno voluto salutare con una ‘fazzolettata’ il treno in polemica con la Regione. Alla stazione, però, c’era anche Aricò e tra i due è nato un diverbio davanti alle telecamere e ai giornalisti presenti. “Siete ridicoli – ha attaccato il vice presidente di Iv -, questo treno è una barzelletta. Questo treno è il simbolo del vostro fallimento”.
Parole alle quali ha risposto l’assessore: “Cosa ha fatto Renzi per la continuità territoriale? Nulla”. Faraone ha controreplicato: “Siete voi che dovete emigrare, non i giovani”. Aricò, a quel punto, ha chiuso lo scontro: “Noi i giovani li facciamo tornare”.
Rini e Milazzo contro Italia viva
Nell’immediato era arrivata la presa di posizione del presidente cittadino di FdI, Antonio Rini, in difesa di Aricò (“da Faraone atteggiamento vergognoso e arrogante”), a distanza di 24 ore interviene Milazzo e va giù duro. “Chiediamo una verifica politica e l’immediata estromissione dall’amministrazione comunale di tutti i renziani mascherati da civici e, con essi, anche di coloro i quali hanno fatto il salto per aderire alla maggioranza per pura convenienza politica”, attacca.

Chi sono i renziani con Lagalla
Nel mirino finiscono così, ancora una volta, l’assessore ai lavori pubblici, Totò Orlando, e Dario Chinnici, capogruppo di Lavoriamo per Palermo, che fa riferimento direttamente a Lagalla. Milazzo poi aggiunge: “Non è accettabile far parte di una coalizione di centrodestra a livello locale e, al contempo, stare all’opposizione a Roma. Programmi e valori devono essere condivisi con coerenza”.

Il precedente
Torna così in primo piano una polemica spuntata già nell’ottobre del 2024. Anche in quella occasione i renziani fecero litigare il centrodestra. Anche in quella occasione tutto partì da una iniziativa di Faraone, che intervenendo in Aula andò all’attacco del governo Meloni per la nomina di Schifani a commissario per l’emergenza rifiuti con poteri speciali sui termovalorizzatori.
Quando Forza Italia sbottò contro i renziani in Giunta
A Faraone rispose il coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso, vicino a Schifani. “Attacco scomposto, incomprensibile e fuori luogo contro il presidente della Regione”, disse Caruso sottolineando poi il “problema di natura politica che non può essere più ignorato”: la presenza di Italia viva attraverso consiglieri comunali civici, “ma riconducibili al partito di Faraone” nella maggioranza al Comune di Palermo.
Anche in quella occasione si chiese una verifica sulla giunta comunale di Palermo ma Lagalla, che dopo la lite Faraone-Aricò alla stazione centrale di Palermo ha invitato tutti al confronto sereno esprimendo comunque solidarietà all’assessore, tirò dritto.

