Partecipate, la carica dei diecimila | Nessun concorso, tutti alla Regione - Live Sicilia

Partecipate, la carica dei diecimila | Nessun concorso, tutti alla Regione

Circa 2.800 ex Pip alla Resais. Il numero dei lavoratori delle spa sarà molto vicino a quello dei Regionali. Ma sulla norma non mancano i dubbi.

LE SOCIETA'
di
29 Commenti Condividi

PALERMO – Il paradosso è dietro l’angolo. Tra pochi anni, i lavoratori delle società “partecipate” della Regione potrebbero essere più numerosi dei Regionali stessi. È il frutto di due fattori che tirano i lembi di questo personale pubblico in due direzioni diverse. I prepensionamenti degli ultimi anni, infatti, hanno fatto oggettivamente dimagrire i “ruoli” dell’amministrazione regionale. Le ultime stabilizzazioni, insieme ad altre, stanno facendo crescere il numero degli addetti ai lavori delle spa siciliane.

Insomma, se fino a quattro, cinque anni fa, il rapporto tra lavoratori delle partecipate e quelli della Regione era di uno a tre (circa 7 mila a fronte dei quasi 20 mila), dal primo gennaio prossimo questo sarà di uno a “uno e mezzo”: se alla Regione, insomma, lavoreranno circa 15 mila persone, quelle delle società partecipate (che dovrebbero, in fondo, fornire servizi che non possono essere espletati dalla Regione stessa) arriveranno a diecimila. 

È l’effetto dello sbarco degli ex Pip alla Resais, circa 2.800 precari che verranno stabilizzati appunto nella società-parcheggio regionale grazie a una norma contenuta nella prima Finanziaria del governo Musumeci. Con loro, ecco una ventina di lavoratori dei Consorzi agrari. Si andranno ad aggiungere ai 400 dipendenti attualmente in servizio. Ne verrà fuori, insomma, la più grande società regionale, da oltre 3.200 dipendenti, più o meno al livello di quella che attualmente rappresenta l’azienda più “popolata”: la Seus.

E dire che la Corte dei conti, nell’ultimo giudizio di parifica, aveva puntato l’indice proprio contro “l’ipertrofico espandersi del perimetro pubblico attraverso la creazione di enti e organismi esterni, di natura societaria e non, che hanno assorbito ingenti risorse pubbliche, non solo per il personale. Le società partecipate dalla Regione, – proseguivano i magistrati contabili – soprattutto quelle totalitarie o maggioritarie, si sono dimostrate geneticamente prive di una prospettiva reddituale e di sostenibilità economica; spesso, l’assunzione o il mantenimento della partecipazione è avvenuto in mancanza delle propedeutiche analisi della missione pubblica da perseguire e dei benefici attesi”.

Ma ovviamente il problema non sono solo gli ex Pip, visto che la norma che prevede il transito in Resais non prevede ulteriori oneri per la Regione. Anche se a Palazzo dei Normanni non sono pochi quelli che ritengono la norma a rischio impugnativa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si tratta infatti di personale che al momento beneficia di un sussidio versato dall’Inps anche se pagato dalla Regione, mentre il passaggio in Resais comporterebbe l’assunzione a tempo indeterminato, probabilmente part-time, in una società industriale, con l’onore di pagare i contributi a queste persone ai quali finora la Regione non versa neppure un euro. Inoltre, problema non secondario è la tipologia contrattuale che andrebbe applicata agli ex Pip. Alla Resais sono in attesa di capirne di più, sotto il profilo giuridico e soprattutto sotto quello finanziario anche perché la società si limiterebbe a gestire il personale assegnandolo alla pubblica amministrazione e a pagare gli stipendi comunque a carico della Regione.

Resta però l’ampliamento costante di un settore che invece, stando ai continui richiami della Corte dei conti, dovrebbe semmai ridursi, anche gradualmente. E invece, i costi restano quelli che sono: 257 milioni di euro l’anno solo per il personale. Una cifra che non comprende i costi della Resais, considerata un organismo esterno indirettamente partecipati dalla Regione, in quanto società a socio unico dell’Espi (Ente siciliano per la promozione industriale) in liquidazione, a sua volta ente strumentale della Regione. Ma la norma che ha portato i Pip alla Resais dovrà passare il vaglio della Presidenza del consiglio dei ministri.

E i dubbi come detto non mancano, anche tra i tecnici. E non a caso proprio la Corte dei conti, esprimendosi su una proposta normativa assai simile, voluta dal governo Crocetta (quello che prevedeva il transito da Resais dei precari dei Comuni) esprimeva le proprie “perplessità laddove consentirebbe, – si legge sempre nel giudizio di parifica – al di fuori degli ordinari percorsi normativi di stabilizzazione, appositamente regimentati, o meglio “nelle more” degli stessi, l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, prescindendo da procedure concorsuali e selettive, nonché in mancanza di un effettivo fabbisogno del soggetto ricevente”.

Un po’ come sta accadendo adesso. “Diventa ancora più attuale, – scriveva pochi mesi la Corte dei conti – alla luce degli esiti dell’indagine sul piano di razionalizzazione delle società partecipate regionali, il monito affinché, nell’attuazione dell’annoso processo di riordino e di razionalizzazione delle società partecipate, oggetto di continue sovrapposizioni normative, eventuali passaggi di personale, ove consentiti dalle disposizioni legislative in materia e dalle regole di coordinamento della finanza pubblica, siano strettamente legati a puntuali valutazioni del fabbisogno rispetto all’assetto organizzativo e alla sostenibilità finanziaria delle società destinatarie dei nuovi dipendenti, assistite da una selezione qualitativa e quantitativa delle professionalità e delle tipologie contrattuali necessarie in relazione ai compiti istituzionali”. Passaggi e verifiche sul fabbisogno dell’azienda di cui al momento sembra non esserci traccia.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

29 Commenti Condividi

Commenti

    La vergogna è stratosferica: avanti tutta submediocrità, professionisti a spasso… o all’estero!!!

    Una gestione feudale fortemente voluta dai feudatari. Perché i nostri figli non siano costretti a cercare la propria dignità al di fuori di questa isola occorre un cambio di politici radicale e definitivo. Detto questo, la Corte dei Conti farebbe meglio a spiegarci a cosa serve e quanto costa.

    Diventerà Bellissima ahahahahahahahahahahahahaah!

    E quella sfigata di mia figlia (figlia di cotanto padre, bisogna pur dire…) che si è laureata a 24 anni con 110 e lode, menzione e pubblicazione della tesi. Vergogna! Politici populisti e sfascisti ed elettori parassiti e servi. Vergogna!

    MA QUESTO NON SI CONFIGURA COME DANNO ALL’ERARIO DA PARTE DI TUTTI GLI ONOREVOLI CHE HANNO VOTATO LA NORMA?E’INCOMPRENSIBILE QUEL CHE AVVIENE IN SICILIA!

    povera sicilia ..jaajajajaj rosica rosica hahahaha

    Specialmente quando i conigli selvatici si saranno ripopolati.

    Eppure avranno il coraggio di dire “abbiamo fatto ciò che andava fatto al meglio” esattamente come i loro predecessori che ci hanno rovinati! Non ci sono attività produttive né imprenditori, solo bieco assistenzialismo! Vergogna!

    facciamo un ipotesi, I Cattivacci del Consiglio dei Ministri, boccia questa legge, dove andranno a protestare i PIP? mi auguro non nelle strade di Palermo visto che questo governo e diciamo tutti gli onorevoli dell’ARS hanno approvato la legge, Gia vedo autobus e treni carichi di 2800 PIP alla volta di Roma a fare una cosciente, ordinata e pacata protesta per far valere i loro diritti, mi raccomando ROMA non a Palemmo. Eppure ricordate come hanno festeggiato lo scorso governo che si son tolti di mezzo il taglia leggi del commissario dello stato, già me lo immagino nel suo studio affranto dal dolore mentre beve in un calice di cristallo un pò di Don Perignon, si me lo immagino proprio affranto, tanto tanto tanto!!!

    Credo infatti sia uno scandalo epocale, di dimensione cosmica…

    come era la storiellina che si accede per pubblico concorso???

    Refus ma ti rendi conto delle caz… che dici? feudale, feudatari?i tuoi figli vadano a cercare? mio figlio è a Pordenone e a giugno sarà a Napoli , per ordine pubblico. Con chi me la posso prendere? con te? ma falla finita.

    questi non hanno il coraggio di manifestare a ROma, ricordati i forconi.

    comincia così…. C’era una volta….. adesso non c’è piu’…..
    breve storia di una storia triste

    Siamo alle solite, alla regione sicilia non si entra per concorso, già nel 1988 vi fu una enorme infornata di personale tecnico assunto per il disbrigo delle pratiche di sanatoria edilizia a tempo determinato x 2 anni e poi inopinatamente inquadrato a tempo indeterminato con una leggina clientelare. I dirigenti e funzionari assunti per concorso sono pochissimi, e per giunta poco valorizzati

    Con il portamonete dei contribuenti ……. è facile inventarsi belle parole e arzigogolate chimere! Se pagassero loro , di tasca propria le malefatte, comprese le ultime, voglio vedere quanti PIP e ASU o altre figure “socialmente utili” (a chi?) verrebbero stabilizzate!
    Abbiamo i servizi peggiori d’Europa e dell’area mediterranea, nel raffronto costi benefici/prestazioni.
    Ci sono tante terre da dissodare con il sano lavoro delle braccia e della schiena che aspettano dimostrazione di buona volontà, altro che sedute lampo ed interruzioni per partita!

    Vergogna, senza maggioranza diventerà più bella, dimettiti.

    Questo a Oxford si chiama ” burdiello attrezzato”.

    Per una volta riuscite a mettere da parte l’invidia? A noi è capitata questa grande opportunità grazie all’interesse di autorevoli e valenti uomini politici che per fortuna esistono ancora e meritano di essere votati.

    La domanda di fondo comunque è sempre la stessa: questo personale riuscirà a far partire la spesa dei fondi comunitari? riuscirà a velocizzare le pratiche burocratiche di tutti i procedimenti autorizzativi della regione? riuscirà a migliorare l’efficienza della P.A.? Se no, abbiamo toppato di nuovo!!! perchè così facendo non ci sarà lavoro per i figli di nessuno, compreso per i figli dei PIP.

    E prima del 1988 vi fu l’infornata dei corsi/concorsi “vincere facile” all’insaputa.
    Poi i baby pensionati :
    1 prima “le donne con 20 anni di servizio” (gente che a 45 anni in media andò in pensione
    2 Poi fu la volta dei pensionati per 104/92, cioè pensione anticipata per chi avesse un genitore con disabilità, pensione che continua anche dopo la dipartita del disabile.
    Anche qua gente che a 50 in media è in pensione !

    ” Il come si pagano delle pensioni dei regionali”
    Forse non tutti sanno che le pensioni dei regionali non provengono da INPS o altro Ente previdenziale ma dal bilancio annuale della regione.
    Tradotto questi pensionati regionali sono pagati come se fossero ancora in forza ai ruoli regionali e … gli aumenti delle pensioni segue quello degli aumenti (lauti) degli stipendi.

    Insomma … non abbiamo strade, non abbiamo treni, non abbiamo servizi a favore di sussidifici , stipendifici e pensionifici ..”lauti e inutili” .

    vabbè … vallo a spiegare ad un altoatesino

    Peccato! si è persa l’occasione per far emergere i migliori dagli ex PIP. Bastava introdurre una prova d’esame “seria” , una selezione che avrebbe ragionevolmente selezionato i migliori, quelli che comunemente come si dice “servono” alla Pubblica Amministrazione, evitando così polemiche sul web e dare così prestigio ai vincitori. Ma così non è stato, e si preferito il “tutti dentro”. Rivedremo in piazza nuovamente tutti i PIP delusi da una legge “beffa” che sa di fare a pugni con le “regole” del diritto. La LEGGE! Peccato per il “Consigliere” Figuccia. Così ne ha già fatte due: Ha lasciato il posto di assessore regionale (il perché solo Lui lo sa), e ha preso in giro 2800 padri di famiglia.
    Viva l’ARS e il nostro nuovo Presidente!
    P.S.: Quasi quasi ha già fatto rimpiangere Crocetta. Sic!

    Mi chiedo: ma se questa occasione fosse capitata a voi con a carico una famiglia con figli da sfamare,(in questa Sicilia che non offre nulla) vi lamentereste così tanto?
    Scrive un papa’ con 2 figli adulti e disoccupatissimi e con un reddito basso.
    invece di chiedere ai PIP di andare a protestare a Roma, perchè non ci andiamo tutti a Roma a chiedere un miglioramento (sotto tutti gli aspetti) per questa nostra bella Sicilia (piena di potenziali) per poter lavorare tutti e condurre una vita dignitosa?
    Siamo totalmente abbandonati,se questo Presidente sta iniziando a fare del bene, diamoci il tempo necessario per fare uscire questa regione dalla stasi che Crocetta x 5 anni ha mantenuto.

    Grande la coppia Musumeci-Miccichè! Riuscirà nella mission impossibile di fare rimpiangere Crocetta.

    AUTONOMIA SICILIANA UGUALE ALLA PEGGIORE DELLE ANARCHIE.

    Non riesco ad esprimere nessun commento tranne un senso i skifo, se tutto questo nn lo chiamate scambio di voti ditemi di che si tratta. Ma quale anarchia qua si tratta di un ritorno al passato assai pesante che rende celibre la Sicilia

    Soliti provvedimenti indegni portati avanti da una classe politica inqualificabile

    E sennò i voti da dove li prendono?

    Mommi i…secondo me…ti sei confuso, in questo modo andiamo a sbattere sempre di più, dobbiamo produrre ricchezza con (turismo, artigianato, gastronomia e altro) i precari sono stati creati e inventati per precarizzare tutto dalla politica a noi e…. simu tutti Cunzumati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *