Perché mi tengo stretto il 25 aprile

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06 Settembre 2011, 17:21

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(R.P.) Mio nonno fu fascista fino all’ultimo. Seguì Mussolini fino all’estrema goccia di sudore e di sangue. Era un tipo gentile. Dopo la guerra, riprese il suo lavoro. E fu ucciso da una guerra diversa, di cui non è il caso di scrivere qui. Rispetto mio nonno, con la sua memoria. So che era una persona perbene, col diritto alla scelta. Ma so pure che stava dalla parte sbagliata, con tutta la sua buonafede di uomo grande e buono. Era la trincea della dittatura, delle leggi razziali, dell’amico tedesco. E si possono fare centomila valutazioni di opportunità politica e storica.  Alcune spiegano, se non giustificano. Altre no. Lasciano intatto l’orrore.

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Perciò, rispondendo alla provocazione di Mauro La Mantia: mi tengo stretto il 25 aprile, nel suo snodo simbolico, senza retorica e senza smemoratezza. Senza dimenticare certi galantuomini dalla parte sbagliata e certi criminali dalla parte giusta. Me lo tengo stretto come un compleanno. Non celebriamo uno scontro tra idee diverse, con lo stesso peso. Rammentiamo un doloroso passaggio necessario di consegne tra il torto e la ragione. Me lo tengo stretto il mio 25 aprile. E’  l’anniversario della mia nascita di italiano e democratico. Santa Rosalia capirà.

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06 Settembre 2011, 17:21

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