Portanova alla conquista del Pdl: “Ecco perché mi candido”

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10 Novembre 2012, 21:29

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PALERMO – A render ancora più vivace un’intensa assemblea del Pdl il sabato pomeriggio sono le dichiarazioni di Agostino Portanova, che racconta i perché della sua candidatura alle primarie nazionali del Pdl. Sarà un derby siciliano con Angelino Alfano, ma la decisione di Portanova è una provocazione.

Lo dice lui stesso: “La mia candidatura è una provocazione. Ho sentito da uno dei tre coordinatori regionali, Dore Misuraca, che tutto il Pdl siciliano è con Alfano. Ma chi glielo ha detto?”. La discesa in campo di Portanova è quindi un segnale di contrapposizione ai vertici regionali del partito, di cui non fa alcun mistero: “Non capisco perché Micciche ha preso dal partito 300 mila euro, Scilipoti 800 mila ed anche altri deputati hanno preso soldi. E poi l’ex ministro Prestigiacomo dice che Micciché è l’unico con capacità politiche”.

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Spara a zero sul berlusconismo e parla di fallimenti su fallimenti, già a partire dal 2001. “In quell’anno si spegne il pensiero innovativo, e lo dico io che sono stato fra i fondatori di Forza Italia”. Invece su Alfano afferma: “Mi auguro sia il nuovo, temo però sia arrivato fuori tempo massimo”.

Portanova comunque non chiede il bastone del comando, ma una regola semplice: “Se siamo con Alfano lo deve dire un’assemblea, non Misuraca”. E intanto si appresta alla sfida contro i giganti del partito, incassando già i primi sostegni (“Voterò lui”, chiosa Davide Gentile, presidente provinciale Giovane Italia). Manca però un elemento indispensabile: le 10 mila firme in almeno cinque regioni diverse per presentare la candidatura. Quella di Portanova probabilmente resterà soltanto una provocazione.

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10 Novembre 2012, 21:29

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