Sì alla proroga per 7000 precari | C’è un altro anno per stabilizzare

di

11 Dicembre 2019, 16:50

4 min di lettura

PALERMO – Approvato all’Ars il disegno di legge che prevede la proroga di un anno, e quindi al 31 dicembre 2020, del termine ultimo per realizzare le procedure di stabilizzazione del personale precario degli enti locali. La legge passa con 41 voti favorevoli e l’approvazione da parte di tutte le forze che occupano i banchi dell’Assemblea regionale siciliana.

Ad oggi, infatti, secondo i dati della seconda Commissione di Palazzo dei Normanni sono stati stabilizzati 4305 dipendenti su 11.388 totali. Le procedure sono state compiute invece da 158 su 390. Per questo a norma varrà non solo per i circa 3000 dipendenti degli enti in dissesto e pre dissesto, per cui era stato sollevato l’allarme negli scorsi giorni, ma per tutto il comparto dei lavoratori ancora non stabilizzati. 

Plaude all’approvazione della legge, l’assessore regionale alle Autonomie locali Bernadette Grasso. “I precari comunali non ancora stabilizzati possono tirare un sospiro di sollievo” ha affermato l’esponente dell’esecutivo che poi ha aggiunto: “Ringrazio il Parlamento siciliano e tutte le forze politiche per aver accolto questa importante proposta, che ci permette di ridare serenità a centinaia di lavoratori. Continueremo a lavorare senza sosta con il Governo nazionale, per trovare una soluzione normativa che possa portare alla definitiva chiusura del processo di stabilizzazione”.

Apprezzamento anche dal Movimento cinque stelle con Giovanni Di Caro. “Abbiamo dato un po’ di tranquillità ai lavoratori – ha detto il deputato M5s – ma è fondamentale che i comuni non perdano tempo prezioso. Gli enti facciano la loro parte. Già diversi mesi addietro – ha poi aggiunto Di Caro – ho sottoscritto un disegno di legge per la stabilizzazione dei precari all’interno dei comuni in dissesto finanziario. Alcuni dei comuni interessati però risultano essere in forte ritardo, con gli adempimenti necessari alla stabilizzazione dei lavoratori in pianta organica con contratto a tempo determinato. Basti pensare, che ci sono comuni che non hanno ancora trasmesso alla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, presso il Ministero dell’Interno, tutti i bilanci stabilmente riequilibrati per gli anni pregressi. Avremmo rischiato quindi– conclude Di Cari –  di produrre una norma poco utile per alcune amministrazioni comunali inadempienti”.

Articoli Correlati

Per il capogruppo del Partito democratico Giuseppe Lupo “era doveroso dare garanzie alle migliaia di precari che da anni lavorano nei comuni svolgendo funzioni importanti all’interno delle amministrazioni al servizio dei cittadini.In questa occasione – ha aggiunto- il Partito Democratico ha lavorato con grande senso di responsabilità prima garantendo il numero legale in commissione Affari istituzionali, e poi chiedendo ed ottenendo una procedura d’urgenza per approvare già oggi il ddl in aula. In questo percorso abbiamo riscontrato la volontà del governo e delle altre forze politiche di esitare rapidamente il testo. Per definitiva stabilizzazione dei lavoratori, però – ha terminato il democratico -, serve l’impegno finanziario della Regione che deve essere garantito dal governo Musumeci”.

Anche il deputato il deputato Udc Vincenzo Figuccia festeggai l’approvazione della legge. Poi però ammonisce: “Ci sono alcuni comuni – denuncia Figuccia – che al di là della pianta organica nella fase di stabilizzazione stanno dichiarando che alcuni soggetti sono inidonei. Tra questi c’è anche il comune di Capaci. Un fatto scandaloso che non può passare nell’indifferenza. Queste platee storiche vanno tutelate nella loro interezza senza azioni discriminatorie che rischiano di pregiudicare percorsi lavorativi di centinaia di soggetti”.

In mattinata c’era stato il via libera della Commissione Bilancio. “La proposta – ha raccontato il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona – è stata votata all’unanimità ed è un primo segnale forte per chiudere la pagina del precariato in Sicilia. Dopo l’ultimo passaggio in aula – ha proseguito -,rimane obiettivo prioritario da parte del Governo regionale e del Parlamento siciliano definire una volta e per tutte la stabilizzazione del precariato nella nostra isola. Questo sarà possibile – ha concluso Savona – grazie alle norme vigenti,infatti ci sono tutte le condizioni per la trasformazione a tempo indeterminato di tutto i lavoratori dei comuni siciliani”.

A Palazzo dei Normanni, malgrado tutte le forze politiche sono state d’accordo sulla votazione, non è mancata la polemica. L’ok della commissione Bilancio è arrivato dopo il primo via libera della commissione Affari istituzionali e ieri il capogruppo del Partito democratico, Giuseppe Lupo, ha rivendicato come la norma sia passata “grazie al Pd”. Eleonora Lo Curto, presidente del gruppo parlamentare Udc, però ha protestato. “Tutto il parlamento regionale – ha affermato Lo Curto – è impegnato per dare una soluzione ai contrattisti degli Enti locali, per questa ragione trovo che le parole autocelebrative del capogruppo Pd Giuseppe Lupo siano fuori luogo ed eccessive. Chi è all’opposizione ha gli stessi doveri dei colleghi di maggioranza, non ultimo quello di garantire il numero legale quando si approvano provvedimenti importanti a favore dei lavoratori. Sui precari storici  – ha concluso la capogruppo Udc -, il voto dato per la proroga dei contratti e per la stabilizzazione, successivamente, va espresso secondo coscienza e senza per questo dover necessariamente sventolare una particolare bandiera politica”.

Pubblicato il

11 Dicembre 2019, 16:50

Condividi sui social