Salvo CataldoModifica profilo
PALERMO – Monta la protesta degli autotrasportatori siciliani e si unisce anche a quella degli agricoltori. A rischio, epr quanto riguarda il trasporto su gomma, la grande distribuzione organizzata e l’ortofrutta. Gli imprenditori aderenti alla sigla Cts (Comitato autotrasporto siciliano) si sono ritrovati questa mattina al porto di Palermo, davanti al varco d’ingresso del molo Santa Lucia, per un sit-in di protesta nel primo dei cinque giorni di sciopero annunciati.
“Niente blocchi ma tir fermi nei piazzali”
“Non faremo blocchi ma rimarremo fermi nei nostri piazzali ad oltranza e saranno problemi gravi – ha spiegato Salvatore Bella, coordinatore del Cts -. Se ci fermiamo noi non si troverà più nulla sugli scaffali dei supermercati dal momento che siamo i loro maggiori fornitori. Il Cts raggruppa nell’Isola quasi settemila imprese iscritte all’albo di categoria. Se lo stop ai mezzi dovesse continuare sarebbero a rischio, quindi, le forniture dell’ortofrutta e della grande distribuzione organizzata.
Non solo caro-gasolio, i motivi della protesta
Gli autotrasportatori siciliani sono in aperto contrasto con il governo nazionale e chiedono: un intervento sul caro-gasolio; l’erogazione del ‘mare Bonus’, l’incentivo per le imprese dell’autotrasporto che scelgono le autostrade del mare e che registra arretrati dal 2023; l’attivazione dei “400 milioni di euro promessi per il credito d’imposta”. “Il gasolio è arrivato a due euro e trenta centesimi al litro – spiega Bella -. Non possiamo più mettere in moto i nostri camion. La situazione è drammatica”. Contestato anche il tavolo ministeriale convocato per il 27 ottobre:” Le sigle chiamate a partecipare non ci rappresentano”, dice Bella.
Al porto di Palermo anche il Consorzio autotrasportatori trapanesi, rappresentato da Vincenzo Aleccia: “La situazione è drammatica”, spiega evidenziando anche un altro nodo, quello del sistema Ets. Si tratta del meccanismo di mercato progettato dall’Ue per ridurre le emissioni attraverso l’uso di un sistema di quote: “Anche questo costo è diventato insostenibile”, osserva Aleccia.
A Gela tir e trattori rallentano il traffico sulla Statale 117 bis
A Gela, intanto, la mobilitazione degli autotrasportatori si unisce a quella degli agricoltori, già in peidi da diverse settimane. Da questa mattina, all’ingresso della cittadina nissena, sul tratto della statale 117 bis che collega a Catania, si registrano rallentamenti, code e automobilisti che hanno dovuto deviare su altre strade, per la presenza di tir e camion fermi. Gli autotrasportatori hanno organizzato un breve blocco stradale, all’altezza del Castelluccio, poi rimosso anche per l’arrivo delle forze dell’ordine. Decine di mezzi pesanti sono rimasti fermi anche al presidio degli agricoltori, sempre a Gela.
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Federconsumatori: “Solidali con i tir ma serve responsabilità”
Federconsumatori Sicilia, intanto, esprime solidarietà agli autotrasportatori ma auspica che i camionisti “agiscano con responsabilità e rispetto dei cittadini, che condividono gli stessi momenti di grande difficoltà”. Una nota dell’associazione recita: “Gli autotrasportatori hanno tutto il diritto di manifestare per un problema che per loro è vitale e hanno annunciato una forma di protesta tutto sommato rispettosa, senza blocchi delle strade ma solo con i camion fermi nei piazzali. E per questo li ringraziamo, sperando che non ci siano eccezioni. Tuttavia, la protesta avrà un impatto enorme sui consumatori”.
“Cinque giorni di fermo quasi totale del trasporto merci da e per la Sicilia (si stima che l’80% dei camionisti incrocerà le braccia) potrebbero bloccare il rifornimento merci di gran parte della Grande distribuzione organizzata, soprattutto l’alimentare, e dei negozi più piccoli – si legge ancora -. Ci saranno scaffali vuoti nei supermercati e soprattutto mancheranno i prodotti freschi, come frutta e verdura. Ci saranno anche ripercussioni pesanti sugli imprenditori agricoli, che come sappiamo in Sicilia sono in sofferenza da decenni”.



