PALERMO – Quinta giornata di fermo dei tir in Sicilia ma oggi, martedì 20 ottobre, è anche il giorno dell’incontro che potrebbe sbloccare la situazione. A mille chilometri di distanza dalla Sicilia, nella sede della prefettura di Milano, il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini incontrerà il Comitato autotrasportatori siciliani. Imprese col fiato sospeso: cinquanta milioni di danni finora, secondo Confcommercio Sicilia.
Cosa chiedono gli autotrasportatori siciliani
La lista delle richieste delle imprese dell’autotrasporto si allunga di giorno in giorno. Allo sblocco di 430 milioni di credito d’imposta per combattere il caro-gasolio (con l’aggiunta di ulteriori 400 milioni) e al tema ‘Sea Modal Shift’, gli incentivi per i tir che percorrono una parte del loro tragitto in nave che secondo gli autotrasportatori devono essere implementati di altri 70 milioni di euro, si è aggiunto anche il contributo per l’attraversamento dello Stretto di Messina: tre milioni di euro per tre anni. Il Cts chiede poi di potere sedere stabilmente ai tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti.
Bella (Cts): “Fiduciosi nell’incontro con Salvini”
“Siamo fiduciosi sul fatto che Salvini accoglierà le nostre richieste e che potremo così revocare il fermo e riprendere le nostre attività nei porti siciliani”, è stata l’ultima dichiarazione resa dal coordinatore del Comitato, Salvatore Bella.

Ma il fronte della protesta si spacca, torna Richichi
La protesta dei tir si è allargata in tutta la Sicilia ma il fronte dei camionisti si è spaccato. Dopo diversi anni passati in silenzio, infatti, è tornato alla ribalta Giuseppe Richichi, leader degli autotrasportatori e padre del Consorzio Aias, già protagonista in passato delle battaglie condotte in parallelo (ma anche in quel caso con on pochi dissidi) ai Forconi di Mariano Ferro.
“A partire da oggi avvieremo azioni di protesta con la nostra sigla dell’Aias e ci dissociamo dal Cts del quale non facciamo più parte”, le parole di Richichi. Il Consorzio, che ha sede a Catania, ha confermato i presidi di tir e camion nella provincia etnea, oltre che a Tremestieri e al casello autostradale di San Gregorio, sull’autostrada Catania-Messina.
Richichi ha incontrato poi il prefetto di Catania: “In base a quello che emergerà dal tavolo di Milano decideremo il da farsi”, ha spiegato al termine dell’incontro. Non è detto, quindi, che l’incontro di Milano sia soddisfacente per tutti gli autotrapsortatori.

Scaffali vuoti nei supermercati
Nei supermercati, intanto, si sono materializzati i vuoti sugli scaffali (VIDEO). Mancano soprattutto l’ortofrutta e i surgelati, anche se il Cts ha allentato la morsa proprio sui prodotti agricoli per evitare che tonnellate di merce finiscano al macero. La paura che il fermo possa continuare ancora per diversi giorni, inoltre, ha spinto molti siciliani a fare incetta di pasta e acqua minerale che ora iniziano a scarseggiare.

Federdistribuazione: “Rimuovere i blocchi illegittimi”
Dal mondo delle imprese si moltiplicano gli appelli affinché la protesta rientri. Federdistribuzione, pur comprendendo le ragioni della mobilitazione, chiede che “vengano rimossi i blocchi, operati in taluni casi in modo illegittimo, che impediscono a quei trasportatori che non aderiscono alla protesta di dare continuità alle forniture”.
Confcommercio Sicilia: “Danni per 50 milioni”
Confcommercio Sicilia ha già fatto i conti sul costo per l’intero sistema economico siciliano. Il fermo della movimentazione delle merci potrebbe determinare, nell’arco dei cinque giorni di protesta, un danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione organizzata e per l’intera filiera del fresco collegata al commercio. “La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico”, ha avvertito il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti.
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Palermo, Rap in difficoltà per la raccolta rifiuti
Lo stop degli autotrasportatori sta avendo conseguenze anche sulla raccolta dei rifiuti a Palermo. La Rap, società del Comune che gestisce il ciclo dei rifiuti, ha parlato di “rallentamenti” nei servizi di raccolta, nelle forniture di gasolio negli autoparchi, presso i Ccr (Centri comunali di raccolta) e presso l’area impianti. I mezzi di servizio non possono conferire velocemente presso le piattaforme e gli impianti di trattamento che si trovano fuori dal territorio comunale, causando rallentamenti nel ritiro degli ingombranti e dei ‘Raee’, nello svuotamento dei cassoni scarrabili e nei conferimenti delle frazioni differenziate (in particolare la plastica e l’organico).
Bloccate in autostrada anche le autocisterne dedicate al prelievo e al trasporto del percolato di Bellolampo. La situazione è al momento “sotto controllo” ma l’azienda non sembra dormire sonni tranquilli. L’auspicio formulato da Rap, infatti, è che si torni alla normalità “i brevissimo tempo”.




