Prove di unità a sinistra| Ferrero: “Alternativi al Pd”

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18 Ottobre 2017, 20:17

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CATANIA – Paolo Ferrero è vivo e lotta insieme ai suoi. L’ex segretario di Rifondazione Comunista, ormai immerso a tempo pieno nell’attività di vice presidente della Sinistra Europea, sta girando in lungo e in largo la Sicilia a sostegno dei candidati rifondaroli presenti nella lista “Cento Passi per la Sicilia”. A Catania il candidato del partito è lo studente universitario Alessio Grancagnolo che oggi ha incassato l’endorsement di Ferrero. Il segretario regionale di Rifondazione, Mimmo Cosentino, ha ripercorso la genesi della lista, dalla fuga in avanti di Ottavio Navarra alla convergenza sul nome di Fava. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Ci siamo accordati su un programma, il nome di Fava è stato proposto da Mdp”. Navarra si è ritirato e alla fine è arrivata la convergenza sul nome del giornalista catanese. “A noi non interessano i nomi, ma i programmi: abbiamo vinto la battaglia politica”, dice Cosentino che si augura una sonora sconfitta del Pd. Per Rifondazione, infatti, l’esperienza del centrosinistra è definitivamente tramontata. Lo dice a chiare lettere Paolo Ferrero a prescindere dal futuro posizionamento degli attuali compagni di strada. L’alleanza con Mpd, Sinistra Italiana e Verdi regge di certo nel contesto siculo. “Fava si è impegnato su un documento alternativo al Pd e al centrosinistra”, ricorda l’ex segretario che vorrebbe replicare un’esperienza simile a Roma. “A livello nazionale pensiamo una lista di sinistra, alternativa al Pd e al Movimento Cinquestelle”, spiega. E’ questo il modello messo in campo da Ferrero in vista delle politiche, ma “servono contenuti chiari”.

Netta la chiusura di Rifondazione rispetto all’esperienza di una coalizione più larga. “Il centrosinistra, sia a livello nazionale sia europeo, ha fatto un disastro”, spiega. E aggiunge: “Penso al fiscal compact”. “In Europa gli interlocutori non possono essere i socialdemocratici che hanno fatto le stesse politiche di Renzi”, sottolinea. Ferrero però non dimentica di avere fatto parte in prima persona, come Ministro, dell’ultimo governo Prodi: un’esperienza “assolutamente negativa” che boccia in toto. “Chi ha preso parte al vecchio centrosinistra non deve stare in lista: né Ferrero, né Bersani o D’Alema”, propone l’ex segretario che ammette che si fece carta straccia del programma (“Padoa Schioppa forse non l’ha mai letto”) e che Rifondazione sopravvalutò la propria capacità di incidere.

Ferrero auspica un cambio di passo in Europa. A partire dalla Bce, che “come finanzia le banche private dovrebbe finanziare le cose che servono per l’occupazione come il welfare e i lavori di pubblica utilità”. L’Europa immaginata è più forte, ma che guarda al sociale. Tornando all’isola e al conflitto momentaneo con il sindaco Orlando, sostenuto a Palermo, Ferrero dice che l’alleanza regge finché “c’è il vincolo con il programma sottoscritto” e che non peserà il posizionamento del sindaco sullo scacchiere delle regionali. Anche se l’ultima parola dovrà spettare al partito palermitano. Oggi non c’è convergenza a livello regionale e nazionale con Orlando e questo è certo. “Io voglio costruire l’alternativa a Renzi”, continua Ferrero che esclude dallo zoccolo duro dei potenziali alleati Giuliano Pisapia che bolla come “un cameriere stretto di Renzi”. Ferrero proprio non ha mandato giù, come dice esplicitamente, il Sì al referendum del 4 dicembre espresso dall’ex primo cittadino di Milano. Dal 4 dicembre si deve ripartire a suo avviso. Un fatto espresso anche dalla candidatura di Alessio Grancagnolo, studente noto per il dibattito catanese con la ministra Boschi che ha fatto il giro del web. “Il nostro percorso nella costruzione della lista parte dalla battaglia costituzionale per il no al referendum”, dice Grancagnolo. L’obiettivo è partire “dalle esigenze reali delle persone per costruire una vera sinistra sociale”.

Tra le priorità programmatiche c’è una legge regionale per il diritto allo studio e al reddito di formazione (“perché studiare sta diventando un lusso”). Ma non solo. Tra le misure in campo c’è un programma per la mobilità gratuita e l’alloggio a prezzi agevolati per gli studenti e la copertura totale della borsa di studio per i meno abbienti. Grancagnolo risponde anche a Riccardo Pellegrino e al suo “chi non salta comunista è” ricordando il lavoro del Gapa a San Cristoforo, dicendo che è” inammissibile contestare l’esistenza della mafia” e rivendicando una politica che mira al riscatto sociale dei quartieri e dei ceti più deboli.

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18 Ottobre 2017, 20:17

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