Sesso a pagamento con le ragazzine| Viaggio nel lato oscuro di Palermo

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08 Settembre 2017, 06:05

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PALERMO – Non è la motivazione di una sentenza, ma un viaggio nel lato oscuro di due città che vivono parallelamente. Quella reale, Palermo, popolata di gente disposta a comprare anche il corpo di una ragazzina e quella virtuale dei social network dove vengono fissati gli appuntamenti.

Lo scorso giugno il giudice per le indagini preliminari Walter Turturici ha condannato tutti gli imputati. A cominciare da Dario Nicolicchia (ha avuto 9 anni) per proseguire con i clienti della ragazzina di 16 anni con cui avrebbe organizzato incontri sessuali a pagamento. Avvocati, dentisti, ristoratori, poliziotti, imprenditori e impiegati disposti a spendere fra i 50 e i 300 euro per un rapporto sessuale con Naomi, così si faceva chiamare. Le pene per i clienti, imputati a vario titolo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, sono comprese fra i cinque mesi e i quattro anni di carcere.

A Nicolicchia, oltre alla induzione e allo sfruttamento della prostituzione minorile, veniva contestato anche il reato di atti sessuali con una minorenne. Una seconda ragazza, che di anni ne aveva 14, ha puntato il dito contro di lui, raccontando di aver rischiato di finire nel giro della prostituzione come è accaduto a una donna trentenne.

“… già a 16 anni l’ho fatta iniziare in questo mondo…”, diceva Nicolicchia in una delle conversazioni citate nelle 500 pagine della motivazione. È la conferma, sostiene il giudice, che l’imputato fosse a conoscenza della minore età di Naomi, ‘pubblicizzata’ sulla pagina Facebook di “coppia monella”.

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“La mia bimba vuole regalini di altro genere per donarsi”, scriveva in chat l’imputato a un cliente. Non solo Facebook, ma anche Whatsapp. Nella sentenza il viaggio si fa reale nell’elenco dei luoghi dove avvenivano gli incontri: l’abitazione e lo studio legale dell’avvocato, lo studio di un dentista, il Bed and Breakfest, il ristorante o l’ufficio del titolare di una ditta di traslochi.

Il passaparola aveva funzionato: “La minorenne ha esercitato il meretricio per mesi e con decine di clienti (solo in minima parte identificati) – scrive il giudice – procacciati dall’imputato nel contesto di un’attività dallo stesso organizzata, controllata e parassitariamente sfruttata”.

Nicolicchia era stato convincente con Naomi. Ne ha sfruttato le debolezze. Ci ha provato anche con la quattordicenne a cui scriveva: “Qnd starai qui avrai uomini e tt in privato. Appuntamento mica x strada etc. Tutto distinto e di classe.., Qlcn lo abbordi passeggiando per strada. Altri tramite internet. Annunci. Poi io ti presento uomini facoltosi.. Sarai una escort bella e magari famosa”. E i clienti non mancavano nelle piazze virtuali, zeppe di profili Facebook e gruppi dedicati agli incontri sessuali. Per chi ha le credenziali giuste non è difficile orientarsi nella rete. Nell’inchiesta della Squadra mobile che ha portato al processo sono stati censiti una decina di canali mascherati da nomi di copertura. Nomi fantasiosi, ma che non tradiscono il reale scopo per il quale sono stati aperti.

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08 Settembre 2017, 06:05

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