Rapine in Villa, preso latitante| Considerato vicino ai Santapaola - Live Sicilia

Rapine in Villa, preso latitante| Considerato vicino ai Santapaola

Faceva irruzione nelle ville sequestrando gli abitanti e portando via ogni cosa: era latitante dallo scorso 6 dicembre, dopo la sentenza che lo condannava a nove anni di carcere. E' stato bloccato ieri pomeriggio dai Carabinieri del Reparto Operativo mentre era fermo col suo potente fuoristrada al distributore di benzina.

Operazione "Notte serena"
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Rapine in villa Faro

Salvatore Faro

CATANIA – E’ stato incastrato al distributore di benzina, mentre voleva acquistare alcuni pezzi di ricambio per il suo potente fuoristrada. Dal benzinaio, però, c’erano anche i carabinieri del Reparto Operativo, che lo hanno ammanettato facendo finire così la sua latitanza.

Salvatore Faro, 43 anni, uomo considerato vicino al clan Santapaola,  è uno dei protagonisti della “banda delle rapine in villa” che faceva razzie nelle ville di Pedara e dell’hinterland catanese: per questo era già stato arrestato dalle Forze dell’Ordine, ma lo scorso 6 dicembre era riuscito a scappare, dalla comunità terapeutica di Marsala dove stata scontando gli arresti domiciliari. Nei suoi confronti era appena stata emessa la sentenza di condanna non definitiva a 9 anni per rapina aggravata in concorso, sequestro di persona, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione.

I Carabinieri seguivano le sue mosse già da tempo: ieri pomeriggio è scattato il blitz che ha portato al suo arresto, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip lo scorso 12 dicembre. Faro si è fermato in un distributore di benzina e, appena sceso dal suo fuoristrada, è stato bloccato dai militari mentre stava parlando con il benzinaio per concordare l’acquisto di alcuni pezzi di ricambio. Adesso è rinchiuso nel carcere di PIazza Lanza.

L’operazione che aveva portato al suo arresto si chiamava “Notte serena“: il 27 settembre 2011 Faro era stato fermato insieme ad altri tre complici per le rapine in villa , compiute tutte tra l’estate del 2010 e quella del 2011. Le drammatiche sequenze delle rapine erano sempre le stesse: i banditi, in quattro o in cinque, riuscivano ad irrompere nelle ville, privilegiando quelle senza impianto di allarme. Gli abitanti, ancora in casa, venivano minacciati con le armi, aggrediti e chiusi in una stanza mentre i rapinatori facevano razzia di tutto l’interno. Poi riuscivano a scappare a bordo di auto rubate il giorno prima.

 

 


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