Record di imprese protestate | Alla Sicilia maglia nera nei pagamenti

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12 Marzo 2013, 17:21

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Il 2012 ha messo a segno un altro record. E non è positivo. In Italia l’anno scorso sono state, infatti, 47mila le aziende non individuali che hanno accusato almeno un protesto con una crescita, rispetto al 2007, ultimo anno pre-recessione, del 45%. E la Sicilia “contribuisce alla causa” con 3.790 imprese (+14,4% rispetto al 2011). Dall’analisi, effettuata dal Cerved, gruppo specializzato nell’analisi d’impresa, emerge che il settore in maggiore sofferenza è quello delle costruzioni. Complessivamente nel 2012 si contano quasi 11mila società italiane protestate nella filiera delle costruzioni (+9,1% sul 2011), oltre 25mila nei servizi (+9,5%) e più di 5mila nella manifattura (+7,5%). E la tendenza dei protesti accusati dalle imprese italiane appare non fermarsi: negli ultimi tre mesi la corsa infatti ha accelerato, con 221 mila titoli contestati (+9% sullo stesso periodo del 2011) a 69 mila aziende, comprendendo anche le imprese individuali (+5,8%).

“I dati relativi alla diffusione del fenomeno – si legge nell’osservatorio del Cerved – indicano che con la crisi è ulteriormente aumentato il gap tra il Centro-Sud e il resto del Paese: la percentuale di società con almeno un protesto ha toccato nel 2012 un picco del 2,9% nel Mezzogiorno (era del 2,2% nel 2007) e del 2,4% nel Centro, mentre le percentuali, pur in crescita, rimangono decisamente minori nel Nord. In Sicilia, in particolare, nel 2007 le società protestate erano 2.437. Di lì l’escalation negativa non si è più fermata: 2.757 nel 2008; 3.175 nel 2009; 3.362 nel 2010; 3.313 nel 2011 fino ad arrivare alle 3.790 nel 2012.

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Analizzando ulteriormente i database del Cerved, che monitora le abitudini di pagamento di oltre 2 milioni di imprese italiane, i ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese ai loro fornitori tornano ai massimi della crisi. Tra le varie regioni, le situazioni più critiche si registrano proprio in Sicilia dove il 15,1% delle imprese risulta in ritardo di oltre due mesi rispetto alle scadenze. Ufficialmente tra ottobre e dicembre le aziende italiane hanno regolato in media le proprie fatture in oltre 85 giorni, con un incremento dei ritardi gravi che riguarda tutte le fasce dimensionali d’impresa. Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende: sono quelle che possono godere di termini in fattura più vantaggiosi, ma la fetta in ampio ritardo di pagamento è passata in un solo trimestre dal 6,9% all’8,2% del totale.

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12 Marzo 2013, 17:21

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