Comune promosso con riserva |Le criticità dei revisori

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09 Ottobre 2014, 16:59

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CATANIA – Congruo, coerente e attendibile. Questa la definizione che il Collegio dei Revisori dei conti dà al Rendiconto 2013 – votato dal Consiglio comunale in formazione minima – nella relazione che accompagna l’atto. Relazione che, nonostante abbia messo in agitazione molti consiglieri comunali per via delle criticità riportate (anche alla luce degli avvisi di garanzia che hanno raggiunto passati amministratori e attuali funzionari proprio in relazione ai conti consuntivi degli anni passati), reca il parere positivo dell’organo di revisione che, però, invita l’amministrazione a tener conto, a partire dal corrente esercizio, delle osservazioni e dei rilievi avanzati.

Rilievi che, nello specifico, sono numerosi e, nonostante le parole dell’assessore Girlando – “Sono importanti ma non significativi, tanto è vero che hanno dato parere favorevole. Hanno chiesto al Comune di fare più attenzione alla fase di accertamento dei residui, cosa che è stata fatta” – sembrano abbastanza preoccupanti. Per quanto riguarda i residui, ad esempio, in particolare quelli attivi (le somme iscritte in bilancio dovute a crediti da parte del Comune, ma non ancora riscosse). Per questi, specificatamente quelli eliminati, i revisori evidenziano la mancanza di “esaustiva motivazione” mentre, per quanto riguarda quelli ancora esistenti, più vecchi di cinque anni, il fatto che i responsabili “non abbiano adeguatamente motivato le ragioni del loro mantenimento”.

“L’organo – si legge nella relazione – ritiene non sufficientemente idonee le motivazioni fornite in relazione al mantenimento e/o cancellazione dei suddetti residui”; né “l’operazione di riaccertamento dei residui attivi non può essere considerata sufficientemente idonea al fine di salvaguardare l’equilibrio della gestione dei residui e l’equilibrio della gestione di cassa”. I revisori danno atto al Comune di aver costituito un apposito fondo di svalutazione crediti in relazione ai residui attivi, ma segnalano l’insistenza di problematiche da risolvere il prima possibile.

Chiedono, infatti, “Che vengano attivate tutte le procedure necessarie atte a validificare la sussistenza del credito, invitando l’Ente ad effettuare entro il termine massimo di approvazione del bilancio di previsione 2014, apposita relazione sulle attività svolte che dovranno avere riflesso per ogni singolo residuo attivo”.

L’organo di revisione, comunque, dà atto che la gestione complessiva dei residui, che supera i 500 milioni di euro sia influenzata dalle entrate accertate nella competenza 2013, riscosse per una percentuale di appena il 58.78 per cento, e chiede una relazione puntuale relativa all’attività di monitoraggio, già raccomandata nella relazione al Rendiconto 2012. La riduzione dei residui rispetto al 2012 è stata di appena 5 milioni di euro. Per quanto riguarda i residui passivi, questi sono stati pagati nel 2013 per una percentuale del 56,60. I revisori invitano poi l’amministrazione a contenere la spesa attraverso la razionalizzazione delle dotazioni strumentali, delle auto di servizio, dei beni immobili a uso abitativo e di rendere pubblici, attraverso la pubblicazione sul sito web, i piani di razionalizzazione delle spese si funzionamento.

Sul piano delle società Partecipate, il collegio segnala che “L’Ente non ha allegato al rendiconto della gestione la Nota informativa sulla verifica dei crediti e dei debiti reciproci tra l’ente e le Società partecipate, rimandando tale verifica alla creazione di una macrostruttura atta allo svolgimento di quanto sopra richiamato”. Un organismo che, secondo quanto prescritto dai revisori, dovrà essere attivato entro il 2014.

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Sul fronte degli accertamenti, secondo quanto riportato dalla relazione dei Revisori, l’andamento del 2013 non è stato poi negativo, salvo per la Tarsu: la previsione di incasso era di 12.500.000 euro mentre le somme iscritte in consuntivo sono di appena 3.777.312 euro. Stesso discorso per i diritti sulle pubbliche affissioni, in previsione 140.000 euro, in consuntivo 47.456. Per le entrate da alienazione degli immobili, poi, il risultato rispetto a quanto previsto, è lontanissimo: su 4.010.00 di euro il Comune ha incassato appena il 10%.

Ma è sulla capacità di riscuotere soldi dai servizi “che per loro particolare natura, dovrebbero presentare tempi di acquisizione piuttosto brevi”, ma per i quali il Comune non sembra essere “abile”. Si tratta delle entrate provenienti dai parcheggi, dagli impianti sportivi, dallo spurgo pozzi neri, dai servizi museali e dai trasporti funebri. Voci che potrebbero incrementare le finanze di Palazzo degli Elefanti, ma che il Comune non riesce a incassare. I Revisori la definiscono “Ridotta capacità di incassare le proprie entrate”.

Nonostante questo, il Rendiconto riporta un avanzo di gestione di competenza di 34 milioni di euro che però, integrato con la gestione finanziaria, si trasforma in un disavanzo di amministrazione quasi 24 milioni.

 

 

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09 Ottobre 2014, 16:59

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