Santapaola, soldi e spaccio |Alla sbarra i signori della droga

di

13 Febbraio 2018, 05:36

2 min di lettura

CATANIA – Altro che giustizia lumaca. In poco meno di tre mesi gli indagati dell’inchiesta Km 0 che a fine novembre ha portato all’arresto di 36 persone ed ha azzerato una fiorente piazza di spaccio a San Giorgio sono davanti al Gup. Oggi all’aula bunker di Bicocca si svolgerà l’udienza preliminare: la giudice Rosalba Recupido dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pm Rocco Liguori, che ha coordinato la delicata indagine condotta dai carabinieri di Fontanarossa.

Un’indagine quella della Dda di Catania che ha acceso i riflettori su una drammatica faccia dello spaccio nei quartieri periferici della città. Un video infatti immortalava un bimbo che assisteva – come se fosse un gioco – allo smercio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta ha fotografato attraverso una serie di intercettazioni e video gli affari della piazza di spaccio di via Biagio Pecorino, messa in piedi proprio sotto casa dell’uomo d’onore Rosario Lombardo (già condannato con sentenza definitiva nei processi Stella Polare e Ghost).

Articoli Correlati

Per gli inquirenti il gruppo di spaccio aveva come punto di riferimento proprio il boss santapaoliano Saro U Rossu. A blindare l’inchiesta anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia come Angelo Bombace (ex soldato dei Nizza) e Salvatore Bonanno (ex esattore del pizzo per conto di Francesco Coluccio Santapaola). Al vertice della squadra di spaccio gli investigatori posizionano Gabriele Strazzeri, uomo di fiducia del boss Saro U Rossu. I carabinieri hanno registrato fino a 200 cessioni al giorno. La gestione del supermarket della droga è quello già collaudato anche in altre piazze di spaccio. Vedette (munite di radiotrasmittenti) che cinturano la zona di smercio di cocaina e marijuana e pusher con mansioni di vendita al minuto. I turni iniziavano presto la mattina e duravano l’intero arco della giornata. La chiusura era fissata alle 2 di notte. Le scorte erano ben nascoste e gestite da un “custode” che aveva il compito di rifornire lo spacciatore a seconda delle richieste. La consegna avveniva attraverso una corda: il passaggio da un piano all’altro del palazzo.

I nomi degli imputati. Ivan Battaglia, 25 anni; Brigante Giuseppe, 23 anni; S.B., 21 anni; Carlo Burrello, 24 anni; Salvatore Celso, 23 anni, Cristian Castagna, 22 anni; Giovanni Coco, 23 anni; Giuseppe D’Agata, 23 anni; Antonio Di Mauro, 21 anni; Concetto Fazio, 42 anni; M.G., 21 anni; Vito Gardali, 24 anni; Danilo Alessandro Giammona, 27 anni; Carmelo Giaquinta, 39 anni; Fernando Giarratano, 23 anni; Gaetano Lanzanò, 26 anni; Daniele Maggiore, 39 anni; Antonino Marsengo, 20 anni; Giuseppe Marsengo, 29 anni; Italo Carmelo Marsengo, 42 anni; Lorenzo Marsengo, 23 anni; Giuseppe Messina, 20 anni; Francesco Meo, 46 anni; Carmelo Nicotra, 26 anni; Giovanni Palazzolo, 22 anni; Giuseppe Pulvirenti, 39 anni; Giada Salerno, 21 anni; Roberto Savasta, 31 anni; Francesco Strano, 20 anni; Gioacchino Junior Strano, 22 anni; Giacchino Strano, 24 anni; Cristian Strazzeri, 26 anni; Gabriele Agatino Strazzeri, 21 anni; Salvatore Ternullo, 24 anni; Gianluca Torrisi, 21 anni; Francesco Zuccaro, 30 anni.

Pubblicato il

13 Febbraio 2018, 05:36

Condividi sui social