Il ragioniere "amico" dei boss | Tutte le aziende sotto sequestro - Live Sicilia

Il ragioniere “amico” dei boss | Tutte le aziende sotto sequestro

Giovanni Savalle

Alberghi, campi da golf e strutture mediche: la holding di Giovanni Savalle.

L'INCHIESTA
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PALERMO – Il ragioniere e perito commerciale Giovanni Savalle di strada ne ha percorso parecchia, fino diventare il capo di una holding di imprese. Una holding che ora finisce sotto sequestro.

La Procura di Palermo, raccogliendo gli esiti delle indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economica-finanziaria e dei carabinieri del Ros, lo ritiene socialmente pericoloso. Pericoloso per il suo modo di fare impresa. Pericoloso per i suoi rapporti con i mafiosi.

Dai fratelli Rosario e Vitino Cascio, un tempo signori della Atlas Cementi e poi condannati per mafia a Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro e postino di Bernardo Provenzano (Savalle ha assunto la figlia di Guttadauro, Maria, in una delle sue società dopo l’arresto del padre; da Girolamo Bellomo, genero di Guttadauro, pure lui finito in carcere a Giovanni Risalvato e Giovanni Filardo, uomini fidati del latitante: nella sua scalata imprenditoriale Savalle ha goduto dell’appoggio di gente che ha avuto un peso nella mafia trapanese.

Facevano soprattutto affari. Il commercialista si rivolgeva alle imprese di Cosa nostra quando c’era da affidare un sub appalto. Il medico affiliato alla ndrangheta e oggi pentito, Marcello Fondacaro, che ha reso dichiarazioni anche su un altro imprenditore del settore finito sotto inchiesta, l’ex patron del Valtur Carmelo Patti, poi deceduto, sapeva che Savalle aveva rapporti col latitante di Castelvetrano attraverso il fratello della donna che ha reso padre Messina Denaro. L’ex cognato del boss e l’imprenditore dovevano partecipare alla realizzazione di un villaggio a Isola Capo Rizzuto che prevedeva la partecipazione al 33% di Cosa nostra e ndrangheta.

Lo sterminato elenco di beni sequestrati e affidati a un amministratore giudiziario si apre con quel che resta della Società Mediterranea spa, nel frattempo dichiarata fallita, attraverso cui Savalle riuscì a catalizzare oltre cinque milioni di euro di fondi pubblici per realizzare il resort “I giardini di Costanza”, oggi affittato ad una società totalmente estranea all’indagine patrimoniale che ha portato al sequestro deciso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta da Piero Grillo.

Per le vicende della Mediterranea Savalle è stato imputato per truffa, ma si è perso troppo tempo per processarlo e alla fine i reati sono andati prescritti. Il commercialista godeva dei giusti appoggi per ottenere finanziamenti e prestiti. Come il milione mezzo di euro ricevuto da Banca Etruria grazie ai rapporti con Alberto Rigotti, ex membro del Cda, pure lui imprenditore dalle mille attività finito nei guai giudiziari. Nessuno in banca sollevò il problema che le aziende di Savalle erano decotte ed infatti quel prestito facile non è più rientrato. Di fatto ha contribuito al crac della banca toscana.

Savalle negli anni ha differenziato i suoi investimenti. L’elenco delle aziende sequestrate prosegue con Sicily House spa (società di servizi), Pegasus srl (noleggio vetture con conducente), Progevity srl (studi medici e poliambulatori), Abm Merchant Med (consulenza amministrativa), Sviluppo Territoriale Società Cooperativa (consulenza amministrativa), Val DI Mazara Società Agricola, Xenios srl (servizi turistici), La Curina srl, Med Energy slr (impianti elettrici), Programma Immobiliare spa, Gea Società Agricola srl (oleificio), Sava Service, (consulenza amministrativa), Satiro Golf srl, Eolica spa, Infodataweb (software). Ognuna di queste società ha partecipazioni in altre decine di imprese. Così come decine sono gli immobili e i conti correnti, anche in Svizzera e Lussemburgo, finiti sotto sequestro. Il ragioniere che nell’ultimo ventennio ha dichiarato redditi compresi fra zero e 60 mila euro di strada ne ha percorso parecchia.


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Commenti

    Amara Terra Mia!
    Quando ti Libererai dai malsani di ogni ordine e grado?

    Come il milione mezzo di euro ricevuto da Banca Etruria grazie ai rapporti con Alberto Rigotti, ex membro del Cda, pure lui imprenditore dalle mille attività finito nei guai giudiziari. Nessuno in banca sollevò il problema che le aziende di Savalle erano decotte ed infatti quel prestito facile non è più rientrato. Di fatto ha contribuito al crac della banca toscana.

    ecco nessuno in banca sollevò il problema, si meritavano proprio il decreto salva banche di renzi

    Salvare le banche significa salvare i soldi dei risparmiatori, non i banchieri. Giudizi ignoranti e superificiali non servono a nulla

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