PALERMO – Scatta anche in Sicilia la mobilitazione del settore delle farmacie private. Lunedì, 13 aprile, lavoratrici e lavoratori scenderanno in piazza per chiedere con forza il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo ormai dal 31 agosto 2024.
La mobilitazione a Palermo
A Palermo, in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, si terrà un sit-in dalle ore 10,30 alle 12,30, promosso da Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltucs Sicilia. L’obiettivo è quello di coinvolgere la cittadinanza e spiegare le ragioni di una protesta che riguarda non solo gli addetti ai lavori, ma la qualità stessa dei servizi sanitari di prossimità.
La mobilitazione si inserisce in un percorso già avviato nei mesi scorsi. Lo scorso 6 novembre, in occasione dello sciopero nazionale, la partecipazione in Sicilia è stata ampia e significativa, con iniziative a Palermo e Catania. Nonostante la ripresa del confronto nel mese di febbraio, però, le distanze restano ancora ampie. A sottolinearlo sono i segretari generali di Filcams Cgil Sicilia, Elisa Camellini, Fisascat Cisl Sicilia, Stefano Spitalieri e Uiltucs Sicilia, Ida Saja, che spiegano come i nodi principali riguardano il salario, il pieno riconoscimento delle professionalità e la valorizzazione delle responsabilità sempre più crescenti richieste ai dipendenti del settore.
Al centro della vertenza ci sono questioni concrete e urgenti: l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e il recupero del potere d’acquisto, il riconoscimento delle competenze, sempre più ampie anche alla luce della riforma della farmacia dei servizi, e il rafforzamento delle tutele su orari, turnazioni, maternità, malattia e formazione.
“Adesso basta – concludono Camellini, Spitalieri e Saja – È tempo che Federfarma dia risposte adeguate a lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono presidi sanitari di prossimità e salute in tutti i territori. I tempi sono maturi per un rinnovo contrattuale che assicuri dignità salariale, attrattività professionale e prospettive concrete per il settore”.
Nel frattempo, a livello nazionale i sindacati hanno diffidato le aziende del settore per condotta antisindacale. La Federfarma, infatti, ha diffuso alle aziende associate istruzioni “operative” sull’esercizio del diritto di sciopero, presentate come regole cogenti, “sebbene in realtà unilaterali e non concordate con le organizzazioni sindacali”. Secondo le sigle, si tratta di comportamenti che costituiscono una grave violazione delle prerogative sindacali e del diritto di sciopero, integrando una condotta antisindacale.

